Viterbo – (r.s.) – Unioni civili, Viterbo si divide. In piazza del Comune, da una parte le Sentinelle in piedi, dall’altra i sostenitori dei diritti lgbt (video – fotocronaca – slide).
Mamme e papà. Nonni e nipoti. Sentinelle in piedi a piazza del Comune.
Allineate sotto i portici di palazzo dei Priori, protestano contro il ddl Cirinnà. Una veglia silenziosa per dire no alle unioni civili per coppie omosessuali.
Sono una trentina. Tutte – o quasi – leggono un libro.
La manifestazione viterbese si aggiunge a quelle organizzate in altre piazze d’Italia. Sì alla famiglia tradizionale, no a quella tra persone dello stesso sesso. Ma soprattutto no al ddl Cirinnà.
Il testo – che verrà discusso e votato dal 28 gennaio – prevede l’istituzione delle unioni civili per le coppie omosessuali, con diritti e doveri identici a quelli del matrimonio civile. Eccetto le adozioni.
Il ddl, però, prevede anche la stepchild adoption. Ovvero, la possibilità di adottare i figli del partner.
La protesta delle Sentinelle in piedi si oppone alle manifestazioni, organizzate in tutta Italia, per sostenere i diritti lgbt. I diritti di lesbiche, gay, bisessuali e trans.
Quest’ultimi si mobilitano per ribadire che due uomini o due donne che si amano, hanno la stessa dignità e gli stessi diritti delle coppie eterosessuali.
I sostenitori lgbt si fanno vedere anche a Viterbo. Sempre questa sera. Sempre a piazza del Comune. Mettendosi difronte alle Sentinelle. In mano, striscioni e cartelloni.
“Le Sentinelle in piedi – dicono – non manifestano per acquisire diritti ma per levarli ad altri. La loro è una crociata contro l’amore universale e le coppie di fatto. Un atto di discriminazione raccapricciante”.
In piazza polizia e carabinieri. C’è anche il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione, per ragioni di ordine pubblico.






