Viterbo – “Perché non aspettare che la trasmissione sia finita piuttosto che diffidare la Rai dal mandarla in onda? Laddove ce ne fosse bisogno e se ne riscontrasse l’ipotesi, chi oggi chiede la diffida potrebbe tranquillamente denunciarmi per diffamazione. Ma dovrebbe ascoltare prima quello che anche io ho da dire”.
A dichiararlo è Rudy Guede, condannato a 16 anni in concorso per l’omicidio di Meredith Kercher, la giovane londinese uccisa a Perugia il primo novembre 2007, in risposta alla richiesta dei legali di Raffaele Sollecito di non mandare in onda la puntata di “Storie Maledette” condotta da Franca Leosini prevista per questa sera su Rai 3.
“Raffaele Sollecito – prosegue Rudy Guede – è stato definitivamente assolto dalla Corte di Cassazione. Una decisione che rispetto. Rispetto anche la decisione presa nei miei confronti, tant’è vero che sono in carcere a scontare la pena. Una sentenza che però – come è mio diritto – critico perché sono innocente. Cosa che nulla toglie a Raffaele Sollecito. Perché dunque chiedere che la trasmissione ‘Storie Maledette’ non sia mandata in onda?
Perché dalle anticipazioni della stampa si potrebbe desumere che in qualche modo io abbia diffamato Sollecito e Amanda Knox? Ma, in un Paese libero, per chiedere che una trasmissione non venga mandata in onda occorre essere certi non presumere. E se si è certi – conclude Rudy Guede – perché Sollecito non mi denuncia subito per diffamazione? Perché non potrei esprimere il mio punto di vista ed altri ascoltarlo?”.
