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“Tarsversale, dal M5s solo sciocchezze”

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Tarquinia - Ponte sul Mignone

Tarquinia – Ponte sul Mignone

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Ci chiediamo come può accadere che si leggano certe sciocchezze, soprattutto se a scrivere, anzi a firmare sia il Movimento 5 stelle, che in Italia rappresenta la politica indirizzata all’attivismo cittadino e alla difesa ambientale.

Questo modo ricorda tristemente a cui ci ha abituato la politica, quella fatta in modo virtuale, scollata completamente dai comitati locali, che nel frattempo fanno il duro mestiere di rappresentare i problemi reali, come nel caso della proposta di tracciato per il completamento della ss 675 per il tratto Monteromano Tarquinia.

Dal 3 agosto 2015, data di pubblicazione della proposta del tracciato verde ricadente nella vallata del Mignone,i Comitati e le Associazioni hanno presentato le osservazioni al ministero dell’Ambiente per la Via, sono stati organizzati incontri pubblici, compresi alcuni confronti tecnici con gli ingegneri responsabili del progetto Anas proposto per la Valutazione d’impatto ambientale, purtroppo ancora senza esito.

I comitati hanno avuto anche confronti con l’amministrazione comunale di Tarquinia, è stata convocata una commissione che riuniva gli uffici urbanistica, lavori pubblici e l’ufficio tecnico, un incontro importante a cui è stata invitata l’opposizione tutta e durante la quale è stato possibile non solo verificare sulle planimetrie le criticità e gli obbrobri del progetto, ma soprattutto è stato possibile dimostrare che, nonostante l’utilizzo dello strumento decisionale dell’analisi Multicriteri, di fatto il tracciato che ricade nella vallata del Mignone, uno scempio fatto di viadotti e rilevati, è stato scelto esclusivamente al fine di risparmiare sull’opera da realizzare.

Il lavoro fatto in commissione dai comitati è stato importante anche e soprattutto per arrivare alla decisione comune, sposata anche dall’opposizione, di proporre una delibera da votare all’unanimità in consiglio comunale per esprimere un chiaro e deciso parere sfavorevole alla localizzazione dell’opera nella Valle del Mignone, per le ragioni tecniche e ambientali contenute nelle osservazioni pubblicate sul sito web del Ministero dell’Ambiente. Il tutto in vista della conferenza dei servizi.

In tutti questi incontri e durante questi mesi l’interesse del movimento 5 stelle di Tarquinia sull’argomento non si è mai palesato, non sono state presentate le osservazioni in tempo utile, né il consigliere di minoranza è stato presente in commissione, pur invitato e sollecitato. Oggi che finalmente hanno maturato la volontà di manifestarsi, seppur in maniera virtuale, non lo fanno unendosi ai comitati ma scrivendo un comunicato pieno di imprecisioni e offese a chi ha lavorato al posto loro, votati e delegati a rappresentare il territorio nelle sedi istituzionali.

Manca in fondo una sana onestà intellettuale di chi si rende conto di saper solo scrivere e non fare, allungando la lista dei parlatori e dei politici di razza che mettono solo il cappello alle azioni di altri.

Per fare certe battaglie di civiltà e di difesa ambientale e paesaggistica del proprio paese ci vuole altro, ci vuole che i comitati vengano affiancati e seguiti con interesse per aggiungere energia pulita a chi ce l’ha già.

Si chieda allora insieme ai comitati che venga convocato il consiglio comunale e che in quell’occasione si deliberi il parere sfavorevole alla localizzazione dell’opera, senza polemiche inutili, che non servono, che non fermano l’Anas e il tracciato verde in fase di approvazione.

Il rischio di questa nuova infrastruttura fatta di asfalto e piloni, che punta ancora sul traffico su gomma, in ogni caso andrà a deturpare un territorio di alto valore archeologico, agricolo, turistico, potrebbe finalmente essere un’occasione per ragionare sullo sviluppo del territorio, sulle sue reali necessità e su una mobilità sostenibile che realmente lo favorisca.

A tal proposito il comitato per il diritto alla mobilità sta organizzando nuove iniziative che renderà pubbliche a breve sulla necessità del ripristino della ferrovia Civitavecchia-Orte, un’opera che potrebbe davvero dare alla Tuscia il collegamento che manca, a sostegno di uno sviluppo che sia reale sostenibile e rispettoso della vocazione di questo territorio.

Invece del solito divide et impera lanciamo l’esatto contrario, “l’unione fa la forza”, e che magari si riesca a smettere di alimentare la solita logica conflittuale tanto comoda a chi realmente detiene il Potere.

Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia

 


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