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“Tua madre è in ospedale, chiamaci…”

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Truffe online, la nuova email che colpisce agli affetti

Truffe online, la nuova email che colpisce agli affetti – Clicca la foto per ingrandire

La polizia postale

La polizia postale 

Viterbo – In principio era il telefono.
Una chiamata a casa di un anziano. Raggelante per il malcapitato che rispondeva: “Suo figlio ha avuto un incidente”, spacciandosi per avvocati o forze dell’ordine che, con la scusa dell’assicurazione scaduta, chiedevano dai 1000 ai 3mila euro.

La nuova frontiera del lucro e del raggiro, adesso, è l’email. Se ne sarà accorto chiunque dispone di una casella di posta elettronica attiva: i tentativi di phishing (dall’inglese fishing, “pescare”, non a caso) sono sterminati e sempre diversi. La novità assoluta è il messaggio telegrafico, in inglese: “Your mother in hospital urgently call back to us”. Tradotto: “Tua madre è in ospedale. Chiamaci urgentemente”. E nell’oggetto dell’email, il numero da contattare. 

Il mittente, di solito, ha un nome e un cognome straniero e improbabile. Ma non per questo, il raggiro è meno pericoloso: i truffatori contano sempre sulla possibilità di ‘pescare’ qualche ingenuo che cada nella rete, approfittandosi della preoccupazione che un messaggio del genere potrebbe causare.

Altri metodi circolano da ormai così tanto tempo da essere diventati ‘classici’. La banca che chiede informazioni personali, nomi utenti e password via mail. L’avvenente straniera – o almeno così si descrive – che ha bisogno di un prestito e scrive in un italiano sgrammaticato. Le promesse di un metodo infallibile per fare soldi cliccando il link sottostante. L’amico all’estero al verde e in difficoltà. O ancora la cosiddetta “truffa alla nigeriana”, nata addirittura negli anni Novanta: uno sconosciuto vuole fare una donazione o sbloccare una grossa cifra e cerca prestanome via email, promettendo di dividere la somma.

Nel dubbio: mai rispondere o richiamare numeri sconosciuti. E se siamo al culmine della preoccupazione, basterà contattare nostra madre o nostro fratello o la persona a noi cara per sapere come sta e se davvero è finita in ospedale. Mai farsi prendere dal panico. Mai accondiscendere a richieste di comunicare i propri dati personali, nomi utenti o password via mail. Mai cliccare sui link contenuti in questi tipi di messaggi.

Se la mail proviene da un indirizzo di posta elettronica conosciuto dall’utente, magari di un amico o di un parente, come spesso succede, è consigliabile contattare l’interessato – possibilmente al telefono – per capire se è stato lui a scrivere l’email.

Più recente, la tattica del messaggio di posta elettronica con la minaccia a luci rosse. Della serie: paga o metto il tuo video hard su Facebook. Il quantum va dai 100 ai 1500 euro estorti col ricatto. Idem per i propri dati e file personali, carpiti dopo aver cliccato sul link sbagliato. In questi casi, mai assecondare le richieste di denaro, ma prendere tempo e denunciare il fatto alla polizia postale.


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