Viterbo – (g.f.) – Crisi in comune, alla fine tutti i nodi arrivano alla capigruppo.
Nessuna soluzione all’orizzonte a palazzo dei Priori, anzi, se possibile la situazione si va complicando nel centrosinistra.
Oggi è convocata la riunione dei capigruppo, per fissare le date dei prossimi consigli comunali. Ai quali parte del Pd, i sette dissidenti, già si sa che non parteciperà.
Tuttavia, alla riunione di stamani dovrebbe prendere parte lo stesso capogruppo Democratico Francesco Serra, proprio per ribadire che con la crisi non c’è consiglio.
E tutto si complica. Pratiche da approvare non ne mancano. Alcune anche con termini ravvicinati.
La convenzione per il Bagnaccio, ad esempio, il dibattito su Chicco Moltoni, il mattatoio, anche se è stata concessa una proroga.
E poi le tariffe. Per non parlare della nomina dei revisori dei conti. La pratica è stata bocciata, ma a quanto pare gli uffici avrebbero già chiesto d’inserirla di nuovo all’ordine del giorno.
Come se ne esce, difficile immaginarlo.
Anche perché i consigli comunali si possono rinviare, ma non all’infinito. E’ sufficiente una richiesta da parte dell’opposizione e la seduta entro venti giorni va convocata.
Il che equivale a dire, ancora tre settimane d’agonia, ma poi una strada va trovata.
Difficile a oggi che sia quella del ritorno alle urne, ma è altrettanto difficile immaginare scenari di una ricomposizione nel centrosinistra.
Serve un collante, ma resistente. A Viterbo non c’è, magari a Roma, zona Nazzareno, qualcuno lo tirerà fuori prima o poi.
