Viterbo – (g.f.) – 20.00 – La maggioranza che non c’è, esplode. All’anticipo del punto che interessa Moltoni finisce 13 a 13. Parità. Bocciata. E scoppia la rissa sull’assessore Giacomo Barelli che contesta: Moltoni non poteva votare. Si va avanti. Anche se Moricoli (Moderati e riformisti) non concorda.
La minoranza è determinata ad andare avanti, il centrosinistra allo sbando. Nella stanza accanto Filippo Rossi si agita, poi se ne va. Siamo ai titoli di coda.
– 19.57 – Colpo di scena- Daniela Bizzarri chiede se il consigliere Moltoni può votare, per il segretario generale dovrebbe astenersi. Santucci contesta e si va al voto.
– 19.40 – Prova di forza del centrosinistra, Livio Treta chiede d’anticipare il punto sulla contestazione incompatibilità al consigliere Chicco Moltoni. “Con 13 consiglieri su 33 non si vuole prendere atto che è impossibile governare il consiglio – attacca Santucci – lo volete fare?
Vi dimostreremo che sbagliate. Non è possibile convocare le sedute in seconda convocazione. Non è dignitoso e se in passato altri lo hanno fatto, non cambia nulla”.
Un argomento del genere non si può discutere in seconda convocazione: “Una pratica del genere con una maggioranza che non avete è assurdo – osserva Ubertini (FI) – non siete più maggioranza”.
Chiara Frontini (Viterbo 2020) prefigura uno scenario apocalittico: il centrosinistra non ha voluto riunirsi in capigruppo prima di cominciare i lavori e adesso si va avanti.
Si esauriscono tutti i punti all’ordine del giorno. Sono una sessantina.
– 19.15 – Il sindaco Michelini chiede di riunire la capigruppo. Ribadisce la richiesta della sua maggioranza. Che però non è maggioranza. I lavori si fermano dieci minuti.
– 19.06 – Colpo di scena. Il presidente del consiglio legge una comunicazione della prefettura che vuole conoscere a che punto sia la pratica su Chicco Moltoni. E’ il caos. La maggioranza adesso vuole fare la riunione dei capigruppo per stabilire i lavori. Troppo tardi per il centrodestra. Stizziti perché le comunicazioni arrivano lavori iniziati e non all’inizio, come di consueto.
Che adesso vuole andare avanti. Il centrosinistra non ha i numeri.
– 19.03 – Si vota la delibera sui revisori dei conti, vota sì la maggioranza, mentre l’opposizione si avvale dell’articolo che consente d’essere presente ma di non votare. Stessa opzione che utilizza anche il presidente del consiglio Marco Ciorba, che quindi vota con l’opposizione.
– 19.00 – Si vota l’emendamento. Approvato all’unanimità, con il presidente del consiglio Marco Ciorba che resta in consiglio ma si avvale della facoltà di non votare.
– 18.40 – Prima d’arrivare alla votazione della delibera sui revisori, c’è un emendamento sui compensi dei revisori e i rimborsi spesa. Lo propone Buzzi (FdI) per tutta la minoranza, escluso Movimento 5 stelle. Pare che non sia tecnicamente proponibile e serve il parere del ragioniere capo. Che non è presente.
Ma il parere arriva. Non si può calare la percentuale massima del rimborso spesa. Per legge deve essere del 50%, si può però diminuire la somma. Emendamento modificato.
– 18.24 – “Mi dimetto quando mi dimette il consiglio comunale – Michelini replica a Insogna tanto per rasserenare il clima – i viterbesi mi apprezzano, lo dicono sondaggi ufficiali.
Possiamo sospendere per organizzarci, siamo 13 a 13 sono cosciente che non c’è in questo momento una maggioranza. Ma questo punto è indipendente dalla crisi. C’è un ricorso al Tar.
In giunta abbiamo deciso di difenderci nominando un avvocato, difendendo anche i consiglieri che hanno votato contro la delibera. E’ un atto fondamentale e siamo a disposizione una volta votato possiamo discutere.
C’è una diffida da parte della prefettura a nominare i revisori dei conti”.
– 18.18 – Sergio Insogna (Gal) fa notare l’assenza del presidente del consiglio Marco Ciorba. “Coma mai non è presente – si chiede Insogna – fa capolino, lo vedo e mi chiedo come mai non sia presente. Ha preso il vizio di Filippo Rossi”.
Sta fumando o forse sta poco bene. Lo spiega la vice presidente Daniela Bizzarri. Poi attacca Michelini, lo trova molto dimesso.
– 18.05 – Ubertini insiste: “Fermiamo i lavori e decidiamo cosa fare. Non siete nelle condizioni per andare avanti. Vi siete distinti per arroganza e strafottenza. Questi sono i risultati”.
Replica dalla maggioranza, Maurizio Tofani (Oltre le mura). “Riuniamoci per decidere come procedere – spiega Tofani – ma prima deliberiamo sui revisori dei conti. E’ una pratica che dobbiamo fare”.
Proposta che non piace all’opposizione. Si discute prima di tutto e poi c’è l’impegno del centrodestra ad andare avanti.
17.50 – “Dobbiamo nominare un organo che occorre al comune – è il sindaco Michelini a replicare a Santucci – un richiamo che faccio al consiglio comunale. Possiamo votare o astenerci sulla delibera, ma è un atto di responsabilità. E’ un organo, i revisori, che serve a tutti noi.
Ci sono progetti come quelli che riguardano le scuole, che non possono essere approvati perché mancano i revisori”.
– 17.35 – Le delibera è lunga, ci vuole un po’ al sindaco Michelini per leggerla tutta. Conclusa l’esposizione si apre il dibattito. “Siamo 13 a 13 – incalza Santucci (Fondazione) – era il caso di discutere prima.
Siamo in parità non potete uscire dall’aula. Se se ne va uno di voi non avete i numeri, se votiamo contro non passa niente. Non avete i numeri per approvare le delibere. Compresa questa. Dovevamo sospendere perché dopo questa delibera non potete fare più niente.
Parte del casino siete tutti. Compresi i 7 che con l’Aventino pensano di risolvere e poi con voi che pensate di governare 13 su 33. Questa amministrazione morirà alla prima variazione di bilancio.
Stasera potete giovare del nostro buonsenso su questa delibera. E poi? Ve ne andate? Noi restiamo e vi bocciamo tutto. Non avete più i numeri per approvare nulla”.
17.10 – Si passa alla delibera sui revisori dei conti: Ugo Tanzi presidente, Claudio Pinto e Salvatore Messina è la terna da votare.
– 17.07 – Goffredo Taborri attacca, non soddisfatto della non risposta da parte del sindaco: “Lei sta in riserva, sta finendo la benzina”. Poi ufficializza il suo passaggio dal gruppo misto al gruppo Conservatori e Riformisti. Nel frattempo entra Galati. I consiglieri sono ufficialmente 13 a 13.
– 16.50 – E’ il giorno del consiglio comunale in seconda convocazione.
Con i sette dissidenti Pd assenti, l’unico modo per Michelini di poter svolgere la seduta. Bastano 12 consiglieri più il sindaco. Nel centrosinistra ogni voto è determinante, quindi c’è pure Filippo Rossi. Pure quello dell’esponente Viva Viterbo è determinante. Rossi risponde all’appello e poi esce. E’ sufficiente che alzi la mano.
La seduta è di quelle pesanti. Primo punto, revisori dei conti. Ritirare la precedente delibera e approvare la nuova con i nomi dei professionisti.
Taborri incalza il sindaco sulla crisi politica. Ma non sono previste interrogazioni nella seduta odierna e Michelini non risponde.
Poi tocca a Claudio Ubertini (FI). Ricorda che il consiglio comunale è 13 consiglieri di maggioranza e 13 d’opposizione: “Vorremmo capire come intende muoversi la maggioranza, siamo disposti anche a sospendere e riunirci come capigruppo”.
Si va avanti in parità. O almeno così sarà a breve. In minoranza ancora non è arrivato Vittorio Galati.
“Quando sarà il momento opportuno – dice Michelini – parlerò. La convocazione in seconda seduta è proprio per non bloccare l’attività amministrativa”.



