Bagnoregio – “Il 6 in condotta? E che significa? Non legittima sicuramente atteggiamenti vessatori dell’insegnante. Semmai esprime un disagio del ragazzo che, proprio per questo, ha bisogno di più attenzioni”.
Non si fa attendere la replica dell’avvocato Enrico Valentini, legale della coppia di genitori che ha denunciato una professoressa delle scuole medie di Bagnoregio. L’insegnante, attualmente, è sospesa: il tribunale di Viterbo – giudice Stefano Pepe – ha emesso un provvedimento di interdizione dopo le indagini della squadra mobile, sezione reati su minori.
Un’unica macchia in ventotto anni di onorata carriera, secondo il suo avvocato Giovanni Labate che, comunque, invita alla prudenza: l’indagine è tutt’altro che chiusa.
Dall’altra parte, i genitori del ragazzo, che hanno visto piangere il figlio per mesi, realizzando solo poco prima di Natale cosa stava succedendo. “Se l’insegnante non ha mai avuto problemi, finora, lo stesso vale per il ragazzo: mai una nota disciplinare portata a casa – continua l’avvocato Valentini -. Per i genitori è una vicenda particolarmente dolorosa. Hanno gestito tutto in modo estremamente riservato e rispettoso, chiedendo aiuto in tutti i modi alla scuola ed evitando la denuncia finché hanno potuto. Per loro era un’extrema ratio per il bene del figlio che, in effetti, adesso, è molto più sereno”.
Il ragazzino è tornato a scuola dopo qualche giorno di assenza. Tempo di smaltire anche il clamore mediatico: la vicenda della professoressa di Bagnoregio è finita sui media locali e nazionali. Nella denuncia alla squadra mobile viterbese, i genitori parlano di una vera e propria istigazione dell’intera classe a emarginare il ragazzo, da parte dell’insegnante. E poi gli insulti. La gogna pubblica, mandando lo studente fuori dalla classe preso di peso da due compagni. E una specie di ‘processo’, con il ragazzino immobilizzato su una sedia, a prendere gli schiaffi dei compagni o le ‘bacchettate’ con i righelli. Circostanze che la professoressa ha negato, interrogata dal giudice.
L’avvocato Valentini aspetta gli sviluppi delle indagini. “E’ naturale che non sia finita, ma è anche vero che per emettere un provvedimento di interdizione, evidentemente, il gip ha valutato che il quadro fotografato dalle indagini della polizia, coordinata dal pm Paola Conti, era grave. Ora che il ragazzino può continuare con più tranquillità il suo percorso scolastico, ci auguriamo che non sia penalizzato da questa vicenda. L’intervento della magistratura ha creato le premesse per ristabilire degli equilibri. Ne va del benessere di un ragazzo che ha il diritto di andare a scuola serenamente”.
