Viterbo – (g.f.) – Ultima chiamata per l’aeroporto di Viterbo.
Il passeggero Leonardo Michelini è pregato di fare ricorso al gate del Tar di Roma. Lo scalo non c’è ma la pratica è tutt’altro che archiviata. Pure per il sindaco, se è vero che ha dato, tramite delibera di giunta, incarico a un legale di ricorrere contro il regolamento da parte del ministero dei Trasporti.
Nel documento s’individuano gli aeroporti d’interesse nazionale. Fra questi Viterbo non c’è. Perché con un decreto, l’allora presidente del consiglio dei ministri Mario Monti, il 21 dicembre 2012 aveva stralciato gli interventi previsti a Viterbo, destinando le risorse a Fiumicino. Aeroporto addio.
Il regolamento del ministero segue quella scelta.
Contro Monti si era schierato il sindaco dell’epoca, Giulio Marini, ricorrendo al Tar, oggi è il suo successore a opporsi, sempre allo stesso tribunale. Contro la stessa scelta. La cancellazione dello scalo viterbese.
Lo scalo della Tuscia doveva servire a togliere traffico da quello di Ciampino. Nel frattempo molti voli sono stati dirottati su Fiumicino.
“Io – ricorda Marini – feci subito ricorso, il tribunale da quanto mi risulta, in tre anni non si è mai espresso.
Adesso è uscito il regolamento del ministero e il comune ha deciso di fare ricorso, proseguendo lungo la linea che io avevo cominciato a tracciare”.
Non si tratta di un semplice atto dovuto, secondo l’attuale consigliere Forza Italia: “E’ una scelta politica del centrosinistra, l’aeroporto nel regolamento non c’è, fai ricorso perché lo vuoi.
Quindi l’aeroporto di Marini non andava bene, quello di Michelini invece va bene”.
