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“Per ora nessun problema…”

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Civita Castellana - L'assessore Sergio Annesi

Civita Castellana – L’assessore Sergio Annesi

Civita Castellana - La lettera di dimissioni dell''assessore Sergio Annesi

Civita Castellana – La lettera di dimissioni dell”assessore Sergio Annesi

Operazione Led - Gli arrestati - Alessandro Tramannoni

Operazione Led – Gli arrestati – Alessandro Tramannoni, titolare e amministratore delegato della Cpm

Massimiliano Sanzogni, direttore commerciale Area Tirrenica della Cpm

Operazione Led – Gli arrestati – Massimiliano Sanzogni, direttore commerciale Area Tirrenica della Cpm

Civita Castellana – (s.m.) – “Per adesso non c’è nessunissimo problema, siamo tranquilli. Ora vediamo la magistratura che farà”.

Voce tranquilla e faccia pulita, l’assessore Sergio Annesi, indagato nell’inchiesta “Led”, non si fa negare al telefono. Chiede tempo: “Ci possiamo risentire tra qualche giorno? Adesso è un po’ complicato…”. L’impressione è di parlare con chi si ritrova improvvisamente sulle spalle un peso inaspettato: l’indagine per turbativa d’asta della procura di Viterbo, nell’ambito della nuova ondata di presunti appalti truccati scoperta da forestale e carabinieri (fotocronaca – slide).

“Non ce l’ho ancora l’avvocato – dice -. Cioè, è d’ufficio, non so… dovrò nominarne uno di fiducia. Non sono molto abituato a parlare con avvocati per certe questioni”. La questione è l’appalto per la pubblica illuminazione affidato dal comune di Civita Castellana alla Cpm Gestioni termiche srl, azienda di Recanati. Due milioni e mezzo di euro “trattabili”, secondo i pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma: i 300mila euro circa all’anno potevano lievitare addirittura a 700mila.

Video: Carabinieri e forestale; “Smantellato un sistema”  – Le immagini dell’operazione Led

In zona Fratelli d’Italia – Alleanza nazionale chiedevano già la sua testa, ieri mattina, dopo la notizia dell’inchiesta sull’appalto per l’illuminazione pubblica. La notizia delle dimissioni è arrivata in serata, verso le 21.

Non solo Civita: forestali e carabinieri sono andati a bussare anche alle porte dei comuni di Grotte di Castro e Villa San Giovanni in Tuscia, ieri mattina.

“Il comune di Grotte di Castro è parte offesa in questa vicenda”, afferma l’avvocato Enrico Valentini. Le prime perquisizioni a casa e negli uffici degli indagati, scattate all’alba di ieri mattina, sono andate avanti fino al pomeriggio.

Tre gli arrestati, tutti ai domiciliari: i fratelli Alessandro e Luca Tramann0ni, l’uno titolare e amministratore delegato della Cpm, l’altro socio e membro del cda, e Massimiliano Mario Federico Sanzogni, direttore dell’area commerciale tirrenica. I Tramannoni sono originari di Loreto (Ancona), mentre Sanzogni, nato in Sudafrica, vive a Narni. 

Indagati a piede libero: per l’appalto di Grotte, Angelo e Nazareno Del Soldato, zio e nipote, uno consulente del comune di Grotte, l’altro addetto all’ufficio tecnico, e poi il presidente della Cpm Renzo Tramannoni; a Villa San Giovanni, il sindaco Mario Giulianelli; a Civita Castellana l’assessore Annesi, il responsabile dell’ufficio tecnico Giovanni Te’ e l’incaricato di redigere il capitolato Piero Peri. In pratica, il personale che ha curato l’iter degli appalti incriminati.

La forestale ha iniziato a indagare nel 2014, dopo una segnalazione arrivata agli uffici del Nipaf (Nuclei di polizia ambientale e forestale) di via Pacinotti. Dal 2015 la task force di investigatori viterbesi, ormai specializzati in reati contro la pubblica amministrazione, ha potuto contare anche sul supporto dei carabinieri del nucleo investigativo di Viterbo. 

Appalti di illuminazione pubblica per centri abitati e pubblici edifici come scuole e comuni. Tutti vinti dalla Cpm, acronimo di consulente per impianti di produzione di energia, con sede amministrativa a Recanati (Macerata) e sede legale a Terni.

La gara più ghiotta era quella di Civita Castellana: valore complessivo 4,7 milioni di euro, per la durata di 15 anni e la possibilità, secondo gli investigatori, di aumentare la posta in gioco fino a circa 700mila euro annui dai 315mila euro iniziali.

Alessandro Tramannoni è stato fermato sulle piste da sci di Ortisei dai carabinieri della compagnia locale: da lunedì era in vacanza in montagna con la famiglia. Ora è ai domiciliari con il fratello e Sanzogni, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.


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