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Anziani morti in casa di riposo, asl responsabili civili

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Il pm Franco Pacifici

Il pm Franco Pacifici

L'avvocato Enrico Valentini

L’avvocato Enrico Valentini 

Gradoli – Tredici anziani morti in casa di riposo, prima udienza interlocutoria per i tre ex gestori della struttura di Gradoli e due medici.

Cinque imputati per abbandono aggravato di incapace davanti alla Corte d’Assise di Viterbo. Otto parti civili, tutti parenti degli ultraottantenni morti dopo essere stati ospiti della casa di riposo “Il fiordaliso Sas” di Franco Brillo e dei figli Federico e Maurizio. I due dottori alla sbarra sono la neuropsichiatra Lucia Chiocchi e il medico di base Ugo Gioiosi. 

Un’udienza durata circa mezz’ora. Tempo di illustrare le questioni preliminari degli avvocati, prima di aprire ufficialmente il processo.

Il presidente della Corte Silvia Mattei e il giudice a latere Rita Cialoni hanno disposto la citazione dei responsabili civili per le asl toscana e umbra. Aziende sanitarie di riferimento dei due medici imputati, eventualmente titolate a risarcire in caso di condanna. Esclusa anche una delle parti civili dalla possibilità di chiedere i danni alla dottoressa imputata.

A maggio, altra udienza per chiedere le prove da includere nel fascicolo del dibattimento. Tra queste, forse, anche una perizia per accertare le cause della morte degli anziani. La difesa ci aveva già provato in udienza preliminare: il gup Salvatore Fanti disse no alla riesumazione delle salme perché, visto il tempo passato, sarebbe stato impossibile trovare tracce tangibili di eventuali maltrattamenti. Le morti sospette nella casa di riposo sarebbero avvenute tra il 2009 e il 2010. Non è escluso che i nuovi difensori dei Brillo, Enrico Valentini e Matteo Moriggi, non ripetano la richiesta davanti alla Corte d’Assise.

Agli ex gestori il pm titolare dell’inchiesta, Franco Pacifici, contesta anche l’appropriazione indebita di 21mila euro di risparmi degli anziani e l’inosservanza delle ordinanze di chiusura della struttura da parte del sindaco di Gradoli. Le indagini dei Nas partono a cavallo tra il 2009 e il 2010. 

La procura ha ipotizzato somministrazione di farmaci scaduti, falso sui certificati medici che attestavano che gli anziani erano autosufficienti. Ma soprattutto, l’abbandono aggravato di incapace.

Per Brillo le manette scattano nel 2010. E’ solo l’inizio di un’inchiesta che si allarga, poi, agli altri quattro imputati attuali.

Le carte dell’inchiesta sul “Fiordaliso sas” parlano di una “struttura non solo priva di autorizzazione, ma carente sotto il profilo organizzativo e del personale qualificato”. Per il pm Pacifici, “Il Fiordaliso” era una Rsa abusiva, con assistenza sanitaria assente, rispetto alle gravissime patologie degli anziani, locale e personale inadeguato, vitto e riscaldamento insufficienti. In pratica, una casa di riposo lager o quasi.

In aula, ieri mattina, anche una folta platea di studenti dell’istituto Santa Rosa, indirizzo economico sociale. Dall’anno scorso, per loro, il diritto è materia d’esame. Il pm Paola Conti, ‘prof per un giorno’, ha spiegato passo passo i vari momenti dell’udienza ai ragazzi delle quinte A e B, accompagnati dalla professoressa di diritto Anna Maria Costabile. 


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