Tarquinia – (m.l.r.) – Scoppia il caos al Consorzio di bonifica della Maremma etrusca.
Il consigliere e membro del comitato esecutivo Augusto Torresi è pronto a dare battaglia.
Il motivo è tutto nella cessione a privati dello sfruttamento idroelettrico della condotta adduttrice gestita proprio dal Consorzio.
“Per spiegare tutto quello che sta succedendo – dice il consigliere Torresi – devo partire da lontano. Il consorzio di bonifica è gestore dell’impianto irriguo e della condotta adduttrice che parte da Tuscania e arriva fine a Tarquinia, zona vecchia Aurelia.
In questo punto – continua – c’è la possibilità di sfruttare la condotta adduttrice visto che acquisisce un carico non indifferente, il cosiddetto salto dell’acqua di circa 23 metri. Qui la portata è tanta e il consorzio ha una concessione di 2800 litri al secondo. Ovviamente è in questo punto e a valle che si possono fare impianti. Nel 2013 il consorzio autonomamente aveva cercato di fare un progetto per lo sfruttamento ed era stato predisposto lo studio di fattibilità. Parallelamente – dice ancora – si è proposta una ditta avallata dall’Ambi, l’associazioni consorzi. Del progetto del consorzio, dopo aver chiesto un finanziamento alla regione Lazio, non ne è stato fatto più nulla. La società invece è andata avanti. Ha presentato due proposte per due impianti e il 28 marzo 2014 sono stati approvati dal consorzio”.
Dalle parole poi si passa ai fatti. “In una prima fase – continua il consigliere – ho votato contro le delibere che affidavano l’incarico alla società perché, con calcoli sommari, ho visto che l’introito per l’ente sarebbe stato notevolmente inferiore rispetto all’introito che poteva arrivare da un impianto in autogestione. Si parlava di 400mila euro di produzione di energia elettrica all’anno per un costo di un milione e mezzo di euro. La ditta privata ci aveva offerto tra 60 e 70mila euro l’anno. Una cifra irrisoria. Ovviamente oltre a questo sono emerse altre problematiche: alcune parti del progetto sono irrealizzabili, quelle realizzabili invece hanno bisogno di costi aggiuntivi. Nell’ordine di circa 2milioni di euro. Soldi che dovrà tirare fuori la collettività e a me sembra una cosa che non sta ne in cielo ne in terra”.
Ma in tanto il progetto va avanti. “Io mi sto apponendo con tutti i mezzi – conclude – ho anche citato in giudizio il presidente del Consorzio, ma la colpa di tutto quello che sta succedendo, come sempre, è solo della politica”.
