Canino – Riceviamo e pubblichiamo – Gentilissima redazione di Tusciaweb,
il mio nome è Antonio Bandini, ho 51 anni e da sempre vivo e lavoro a Canino, a causa di vari problemi di salute, purtroppo da anni non ho un lavoro fisso, ma vivo grazie a saltuari lavori che trovo come bracciante agricolo o qualsiasi altro lavoro mi permetta di provvedere ai miei bisogni.
Purtroppo questo tipo di lavori non mi ha mai permesso di avere un reddito che mi permettesse di acquistarmi una casa o almeno pagarmi un affitto. A causa di questo, sono stato costretto, mio malgrado, a dover occupare un alloggio disabitato di proprietà dell’Enel.
Così nel 1999, dopo aver forzato la porta d’ingresso, mi sono stabilito in questa abitazione, non prima di aver fatto presente al comune di Canino e agli organismi competenti, la mia situazione di disagio in cui mi trovavo e mi trovo tutt’ora.
Data la mia situazione, il comune mi ha riconosciuto la domiciliazione presso quell’appartamento, tutto questo fino a settembre 2015, quando l’ufficiale giudiziario, insieme a 2 dipendenti Enel, mi ha intimato lo sfratto esecutivo da quell’appartamento, ritrovandomi cosi senza un tetto e senza un domicilio.
Ho trovato ospitalità presso la casa di un amico, anche lui residente nelle medesime palazzine. Purtroppo dopo essersene andato, mi sono ritrovato di nuovo da solo ad occupare un alloggio di proprietà dell’Enel, ma anche qui, ho ricevuto uno sfratto esecutivo il giorno mercoledì 22 febbraio.
Ho più volte sollecitato l’amministrazione comunale, in particolar modo l’assessore ai servizi sociali Emanuela Bartolini, a prendersi cura del mio caso, tramite lettere protocollate in comune, mettendomi anche a disposizione per svolgere gratuitamente lavori per il comune, in modo di ripagare l’impegno nei miei confronti, ma nonostante le varie promesse mi ritrovo a 2 giorni dallo sfratto senza alcuna risposta da parte di chi di competenza.
In un periodo in cui tutti parlano di accoglienza, vedo il comune assegnare alloggi a stranieri e sbattere le porte in faccia a chi come me, italiano, si trova a vivere in difficoltà economiche.
Mi sento abbandonato dalle istituzioni, preso in giro da chi dovrebbe sostenermi.
Se non si dovesse trovare una soluzione al mio caso in queste ore mi vedrò costretto a barricarmi in casa, pronto anche a gesti estremi pur di difendere quello che è un diritto mio come lo è di tutti, quello di avere un tetto sotto cui dormire.
Antonio Bandini

