Orte – Riceviamo e pubblichiamo – Con riferimento al vostro articolo “Civitavecchia-Orte, che fine hanno fatto i fondi europei?” , ritengo di poter dare un contributo senza che si debba attendere la risposta alla interrogazione fatta alla Commissione Europea, in quanto fui io a stilare materialmente la parte tecnico-economica della richiesta di finanziamento.
Occorre innanzitutto precisare che tale richiesta era per uno studio di fattibilità e progetto di dettaglio, per un importo complessivo di due milioni di euro cosí suddivisi:
Commissione Europea € 1.000.000, Regione Lazio € 600.000, Autorità Portuale di Civitavecchia e Interporto di Orte € 400.000.
Il ripristino vero e proprio costerebbe ovviamente molto di più e dovrebbe essere stato quantificato dal suddetto studio.
Questi dati e importi, nonché lo stato di questi lavori (completati), sono visibili sul seguente sito della Commissione Europea .
Per lavori completati si intende appunto la fattibilità e il progetto di dettaglio: poiché l’anno successivo mi sono trasferito definitivamente a Bruxelles, ho seguito poco gli sviluppi, ma mi fu detto che la gara per il progetto era stata vinta da Italferr (la società di ingegneria del gruppo FS).
Non sono tuttavia riuscito ad avere una copia della relazione finale, che avrebbe dovuto chiarire diversi dubbi e spiegare se e come possa essere conveniente il ripristino: il problema maggiore era (ed è) dovuto al fatto che le pendenze e i raggi di curvatura pongono dei limiti all’utilizzo degli attuali treni merci: l’analisi economica di massima allegata alla domanda ipotizzava alcuni tipi di merci possibili da trasferire dal porto di Civitavecchia all’interporto di Orte, con un notevole beneficio sul previsto aumento di traffico pesante sulla superstrada Civitavecchia Orte una volta che questa sia completata ed i conseguenti problemi di aumento di incidentalità.
La domanda da porre quindi (non alla Commissione Europea, ma) ai beneficiari Italiani del finanziamento è: quali sono i risultati dello studio finanziato?
L’ingegnere Carlo Polidori
