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Effetto domino, salta pure la riunione di maggioranza

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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini 

Viterbo – Un rinvio tira l’altro. La crisi in comune, si va avanti senza fretta.

Saltato l’incontro del gruppo Pd e in attesa di quello al gran completo che il capogruppo Francesco Serra sta per convocare e annullata per la seconda volta la direzione provinciale Pd per l’assenza dei big romani, adesso salta pure la riunione di maggioranza.

Effetto domino.

Il sindaco Michelini il vertice di maggioranza l’aveva annunciato già per oggi, immaginando che prima ci sarebbero stati gli altri incontri. Tutti saltati.

Di conseguenza anche quello con la sua maggioranza, o quel che resta, non ha più ragione d’essere.

“L’incontro – osserva Michelini – voleva rappresentare il compimento di un percorso che doveva partire prima con il gruppo del Pd e quindi con la direzione provinciale del partito”.

La prima rinviata, l’altra una volta spostata e la seconda volta annullata.

“Non ci sono le condizioni – continua il sindaco – saltato gruppo e direzione, il mio era il compimento di un percorso programmato con la coalizione e le persone con cui ho avuto contatto”.

Si farà. “Al momento purtroppo l’incontro di maggioranza è rimandato”.

Tutta l’attenzione si concentra verso la riunione fra i dodici consiglieri Pd, dissidenti e non.

Francesco Serra ha deciso di convocarla. Sarà l’occasione per dire la propria, agli altri sei dissidenti, ma non solo.

Pure ai cinque Popolari Pd che proprio al loro capogruppo hanno inviato una lettera per chiedere l’incontro.

Qualche idea il capogruppo pare avercela, ma prima di svelarla vuole esporla ai suoi.

Niente sfiducia al sindaco Michelini, niente ricorso al notaio per dimissioni di massa, la via d’uscita spianata pure dai vertici nazionali del Pd è quella di ricucire. Il comune non può cadere.

Ma se tutti o quasi i sette consiglieri torneranno ai loro banchi a palazzo dei Priori, con qualche problema per chi ha bruciato la sedia, non saranno comunque rose e fiori.

Le eccezioni sollevate restano, le critiche pure. E’ chiaro che la volontà d’andare dal notaio, almeno per cinque dei sette dissidenti c’era  E’ mancata la copertura del partito che ha imposto una diversa direzione. Una circostanza che qualche problema lo creerà.

Si parla con insistenza di un tre Pd pronti a formare un proprio gruppo e a dare battaglia.

Il primo cittadino dovrà darsi da fare e pure parecchio per tenere assieme i suoi. Moderati e riformisti compresi.

Giuseppe Ferlicca


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