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Fiorito e Gianlorenzo rinviati a giudizio

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Franco Fiorito

Franco Fiorito

Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo 

Viterbo – Fiorito e Gianlorenzo rinviati a giudizio.

Inizierà l’8 settembre il processo all’ex capogruppo regionale Pdl, meglio noto come “Batman”, e al giornalista viterbese, ex direttore di “Nuovo Viterbo oggi” e dell'”Opinione di Viterbo e alto Lazio”. Lo ha deciso stamattina il gup del tribunale di Viterbo Stefano Pepe, dichiarando chiusa l’udienza preliminare.

La vicenda riguarda il dossier di fatture taroccate per screditare Francesco Battistoni, vice coordinatore regionale di Forza Italia e successore di Fiorito alla guida del gruppo Pdl nel 2012.  

Secondo il pm Massimiliano Siddi, a falsificare le fatture del gruppo – o farle falsificare – sarebbe stato Franco Fiorito, reso famoso dallo scandalo dei fondi del gruppo Pdl, usati per comprare persino una caldaia e una jeep durante l’emergenza neve.

Ma degli sperperi in Regione, per il quale è stato condannato in primo grado a tre anni e quattro mesi, “Francone” accusava altri. In particolare Battistoni. Per la procura, infatti, le fatture ‘tarocche’ date in pasto ai giornali sarebbero parte integrante di un ipotetico disegno der “federale di Anagni”: difendersi dall’accusa degli sprechi rispedendola al mittente. Le fatture false, con gli  importi gonfiati ad arte, dovevano far passare il concetto che Battistoni in primis aveva chiesto rimborsi illegittimi per maxi-investimenti in cene di lusso, comunicazione e pubblicità. Battistoni, invece, è la vittima; parte civile fin dalla prima udienza, si dice soddisfatto per la decisione del gup.

L’avvocato Carlo Taormina, per Fiorito, ha sostenuto che “Batman” avesse semplicemente ‘ereditato’ da altri il plico di fatture già contraffatte in partenza. Il falso è l’unica accusa per la quale Fiorito ha avuto il non luogo a procedere: il reato, depenalizzato, non è più previsto dalla legge.

“Francone” risponderà invece della calunnia all’allora coordinatore regionale Pdl Vincenzo Piso e alla sua segretaria Maria Ludovica Nasonte, per averli incolpati della falsificazione delle fatture, e di diffamazione a Battistoni e alla sua ex segretaria Erica Antonelli. Accusa, quest’ultima, che ricade anche su Paolo Gianlorenzo, direttore di un sito web locale che pubblicò l’€™intero plico di fatture false. Per il suo avvocato Franco Taurchini, Gianlorenzo avrebbe “semplicemente esercitato un sacrosanto diritto-dovere professionale: pubblicare una notizia, in questo caso sotto forma di documenti di particolare interesse pubblico”. 

Certo è che non era il primo attacco mediatico di Gianlorenzo a Battistoni: il vicecoordinatore Fi lo ha denunciato più volte e compare tra i bersagli abituali della cosiddetta “€œmacchina del fango”€, l’€™altra inchiesta su Gianlorenzo e i suoi giornali usati come manganelli contro avversari e nemici degli amici. Anche l’udienza preliminare per questa vicenda doveva chiudersi oggi, ma uno degli avvocati difensori era assente. Se ne riparla il 29 febbraio.


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