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“Chi garantisce che Talete sappia gestire i dearsenificatori?”

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Viterbo - Santa Maria in Gradi - Il comitato Non ce la beviamo

Viterbo – Santa Maria in Gradi – Il comitato Non ce la beviamo 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Leggiamo dai giornali che Talete, dal prossimo mese, dovrebbe prendere in carico i dearsenificatori ed effettuare direttamente la manutenzione a fronte di un corrispettivo di 14 milioni di euro che la Regione Lazio erogherà alla società idrica viterbese in tre tranches mentre 1 milione di euro sarebbe destinato a recupero di morosità.

Sono due le nostre preoccupazioni: la prima è che per la manutenzione dei dearsenificatori occorre personale qualificato; a noi risulta che, nonostante sia stato previsto un apposito piano di formazione, il personale di Talete non abbia ancora partecipato ad alcun corso di formazione.

Ci domandiamo quindi se esista la professionalità per gestire una così delicata faccenda.

Auspicandoci di non dover tornare allo stato di emergenza con valori di arsenico sopra i limiti, anticipiamo già la richiesta alla Asl di analisi settimanali sia chimiche che batteriologiche sull’acqua che viene erogata dai nostri rubinetti.

La seconda preoccupazione è che da quanto si apprende dagli organi di stampa, inoltre, la drammatica situazione debitoria della società idrica viterbese avrebbe già in precedenza causato il pignoramento del conto corrente di Talete da parte di Heracom, fornitore d’energia elettrica.

Chi ci assicura, quindi, che l’accreditamento di questi 15 milioni di euro tramite aperture di credito a favore di Talete non risveglino l’appetito dei fornitori insoddisfatti e causino ulteriori pignoramenti di fondi?

Sarebbe il paradosso, né acqua potabile né soldi; la nota “fine del cerasaro” illustrerebbe bene la situazione.

Chiediamo, quindi, a tutte le Istituzioni a partire dalla Regione per finire ai comuni soci della società idrica insieme alla provincia di Viterbo di valutare bene la situazione, perché i cittadini sono stufi di buttare via soldi pubblici e di pagare care le bollette senza ricevere un servizio adeguato.

Comitato Non ce la beviamo 

 


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