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In attesa di un difficile miracolo romano

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Il sindaco Michelini e la vicesindaco Ciambella

Il sindaco Michelini e la vicesindaco Ciambella 

Viterbo – In attesa del miracolo romano.

La crisi in comune si trascina stancamente. Senza sostanziali passi in avanti, ognuno resta sulle proprie posizioni. E mercoledì a Roma è in programma il tanto atteso vertice al Nazareno.

Al cospetto del vice di Matteo Renzi, Lorenzo Guerini, e del segretario regionale Fabio Melilli, sono attesi parlamentari e consiglieri regionali Pd.

Incontro su cui a Viterbo probabilmente si stanno riponendo troppe speranze.

Sopratutto da parte del sindaco Leonardo Michelini, dopo che il suo timido tentativo di ricucire con Francesco Serra e gli altri sei consiglieri del Partito democratico è naufragato.

Zero risultati.

Probabilmente troppo tardivo e troppo e poco convincente. Così la sola speranza rimane la riunione nella capitale.

Fino ad allora il primo cittadino resterà sulla sua posizione. Immobile.

Quasi cinquanta giorni di nulla di fatto hanno consumato una già logora maggioranza. Allontanando ancora di più i sette Pd. Al punto che adesso, pure di fronte a un ordine di scuderia del Pd nazionale, resta un forte interrogativo: quanti lo seguiranno?

Almeno tre consiglieri che fanno riferimento al capogruppo Serra difficilmente torneranno indietro e il quarto non è difficile da trovare.

Quanti bastano per far cadere Michelini, aggiungendosi ai rappresentanti d’opposizione.

Ecco perché l’incontro romano sembra più un passaggio obbligato che altro. Roma non può e non dovrebbe risolvere problemi di Viterbo.

Infatti, stando a indiscrezioni, i big più che altro affronteranno la situazione in vista dei prossimi impegni elettorali.

Quindi più che un sostegno all’amministrazione, un quadro generale sulle elezioni prossime future.

Obiettivo, scongiurare il ritorno al voto a Viterbo a giugno, rinviando tutto al 2017.

Ragion per cui, l’amministrazione va mantenuta in vita almeno fino al 24 febbraio. Se cade prima, ci sono i tempi per andare al voto a giugno 2016.

Se Michelini cade dopo, tutto rinviato e il comune può godersi un “felice” anno di commissariamento.

Sempre che il sindaco dopo mercoledì non prenda qualche iniziativa. Stavolta decisiva.

Giuseppe Ferlicca


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