Montefiascone – Un errore umano.
Sarebbe questa la causa del rogo scoppiato nel palazzo al civico 12 di via Tagliamento, a Montefiascone (fotocronaca – slide – video).
La perizia del comandante dei vigili del fuoco Gianluca Paduano, incaricato dal pm Franco Pacifici, conferma le prime indiscrezioni.
Il 9 settembre scorso, il tetto dell’edificio prese fuoco durante lavori di riparazione per infiltrazioni d’acqua. Come riporta la perizia di Paduano, “l’incendio, per ammissione dello stesso operaio che stava eseguendo i lavori, è stato sicuramente provocato da un’operazione sbagliata nell’opera di riparazione della guaina bituminosa esistente sul canale perimetrale di gronda al quarto piano dell’edificio”.
L’operaio, denunciato a piede libero nei giorni immediatamente successivi all’incendio, disse di aver scaldato la guaina con un cannello del gas (poi sequestrato), credendo che il rivestimento del tetto fosse ignifugo. Ma non lo era.
L’operaio cercò di domare invano le fiamme con un estintore, ma diventavano sempre più alte e fu costretto a chiamare i vigili del fuoco. Anche qui, altro errore, secondo la relazione del capo dei pompieri viterbesi, che fa notare il ritardo con cui è stato chiesto l’intervento: se l’operaio ha iniziato a lavorare sul tetto alle 8,30, perché i vigili del fuoco sono stati chiamati solo alle 10,37?
L’intervento, andato avanti per ore, è stato reso ancor più difficile dal vento forte e dal particolare materiale che componeva la copertura del tetto. Dieci pompieri e due autobotti non erano abbastanza per domare le colonne di fumo e le fiamme alte sul tetto del condominio. Mezzi in supporto ai vigili del fuoco sono arrivati anche da Roma e Terni, insieme ad altri dieci pompieri. Gli uomini impegnati, in tutto, sono stati 21, sul posto per più di sei ore.
Al momento, l’unico indagato per incendio colposo è l’operaio, 44enne di Soriano nel Cimino, titolare di una ditta individuale. Ma non è escluso si profilino ulteriori eventuali responsabilità.
I lavori erano stati commissionati all’operaio dal figlio di una signora residente nel palazzo; ascoltato dai carabinieri, l’uomo disse di essere stato autorizzato a contattare una ditta specializzata per la manutenzione dall’amministratrice di condominio. Ma anche l’amministratrice è stata sentita e ha riferito cose diverse agli investigatori: nessuna autorizzazione a procedere con i lavori. Solo l’impegno dell’assemblea di condominio ad affrontare la questione alla prossima riunione e un generico “si parla delle manutenzioni delle infiltrazioni in diversi appartamenti”, nel verbale di assemblea.
Su un totale di 28 appartamenti, 8 sono andati distrutti: tutte le mansarde al quarto piano. Tutte abitate. Ma anche se i piani sottostanti non hanno riportato danni strutturali, il rogo ha messo fuori uso tutti gli impianti. Un intero edificio è stato evacuato. Da settembre, nessuno a parte i vigili del fuoco, è più potuto entrare nello stabile.
Stefania Moretti



