Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egidio 17 si avvicina alle scuole di Viterbo e in particolare all’istituto tecnico Paolo Savi che sarà presente con un centinaio di studenti al film “Luither” (2004) proiettato per loro al cinema Lux la mattina di giovedì 4 febbraio prossimo.
“E’ un modo pratico – ha detto Vincenzo Ceniti del Touring club aderente al progetto – per avvicinare i giovani alle vicende storiche che hanno segnato la prima metà del Cinquecento quando si crearono i presupposti della riforma protestante”.
Il primo febbraio si è tenuta presso l’aula magna del Paolo Savi una conversazione con Elvira Federici e lo stesso Ceniti sulla Riforma, i Farnese, il Cinquecento e l’”Ecclesia Viterbiensis” cui ha partecipato una nutrita rappresentanza di alunni guidati dalla professoressa Alparone.
La nostra città recitò in quegli anni con gli “Spirituali” un ruolo importante per merito di autorevoli personaggi presenti a Viterbo tra il 1541 e il 1543 come Reginald Pole, Vittoria Colonna e Michelangelo.
“Dobbiamo ad Egidio 17 – ha detto il patron Antonio Rocca – l’aver riproposto la lettura di questo periodo così fecondo per la nostra città sotto il profilo urbanistico ed artistico di cui si è persa memoria, a vantaggio di un ostentato e pasticciato impianto medioevale”.
Il film, per la regia di Eric Till (con alcune scene girate a Viterbo), presenta un parco attori di prim’ordine tra cui Joseph Fiennes, Peter Ustinov, Alfred Molina, Jonathan Firth e Claire Cox.
Si racconta la vita del monaco agostiniano Martin Lutero (1483-1546) che da giovane studente di legge dopo essersi salvato da una tempesta decise di entrare in monastero per prendere i voti, contro il volere di suo padre. Si mise subito in evidenza, grazie anche ai consigli del suo mentore, padre Johann von Staupitz che lo fece iscrivere all’Università di Wittenberg.
Lutero Si distinse nello studio e nell’obbedienza tanto che nel 1510 venne mandato a Roma come delegato dell’Ordine. Durante il viaggio sostò forse a Viterbo nel convento degli Agostiniani.
A Roma si rese conto della corruzione che regnava nell’ambiente ecclesiastico e rimase sconvolto dalla vendita delle ‘indulgenze’., ma anche dalle magnificenze artistiche ed architettoniche della città eterna. Dopo un fecondo periodo di studi diventò professore di teologia nella stessa Università di Wittenberg.
Tra i suoi sostenitori c’era il principe Federico III il Saggio di Sassonia, che ammirava il suo coraggio e la sua determinazione, anche se le sue convinzioni avrebbero potuto causare delle rotture insanabili con la Chiesa romana.
Nel frattempo, papa Leone X, alle prese con la costruzione della Basilica di S. Pietro, incrementò la raccolta dei fondi tramite le indulgenze. In Germania, il monaco domenicano Johann Tetzel, uno dei tanti concessionari del tributo, convinceva le folle ad acquistare lo speciale lasciapassare per evitare le fiamme dell’inferno.
Lutero, contrariato per il comportamento agnostico del suo arcivescovo a cui aveva criticato questa pratica vessatoria, affisse il 31 ottobre 1517 sulla porta della Cattedrale, proprio cinque secoli fa, le famose 95 Tesi in cui riuniva le sue convinzioni legate alla Sacra Scrittura, indulgenze comprese. Grazie all’invenzione della stampa fatta nel 1456 da Güttenberg, queste tesi vennero diffuse rapidamente in tutta Europa.
Il Papa ordinò al monaco tedesco di rinnegare i suoi scritti dietro minaccia di eresia e conseguente scomunica. Ma Lutero non si lasciò intimorire, andò avanti con le sue idee e dette inizio allo scisma che porterà alla nascita della riforma protestante.
Egidio 17
