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Jackpot, un indagato torna libero

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Viterbo - Operazione Jackpot - Scotti, Conte, Fazzi

Viterbo – Operazione Jackpot – Scotti, Conte, Fazzi

Viterbo - Carabinieri - Operazione Jackpot

Viterbo – Carabinieri – Operazione Jackpot 

Bassano Romano – Arresti domiciliari revocati solo a un indagato. Per tutti gli altri, l’ordinanza del gip di Viterbo è confermata.

Evolve così l’inchiesta “Jackpot”, sul traffico di droga dalla capitale a Bassano Romano.

Le decisione dei giudici romani è arrivata ieri. Per un paio di indagati originari di Roma, il Riesame ha disposto che gli atti siano trasmessi al tribunale capitolino per competenza territoriale. 

In 11 erano finiti agli arresti domiciliari e in tre con l’obbligo di firma, dopo il blitz del 19 gennaio scorso. Sette hanno impugnato l’ordinanza d’arresto davanti al Riesame chiedendo la revoca dei domiciliari o la sostituzione con misure più leggere.

L’unico tornato completamente libero è M.P., 41enne romano, difeso dall’avvocato Samuele De Santis. Lo stesso che, secondo quanto scritto nell’ordinanza d’arresto, sarebbe stato precedentemente in grado anche dagli arresti domiciliari di reperire droga per i suoi acquirenti. Ma per la difesa il punto è proprio questo: gli acquirenti non c’erano perché gli stupefacenti sarebbero stati unicamente per uso personale.

Il pm Paola Conti, invece, ipotizza uno spaccio di droga assortito: eroina, cocaina, hashish. A partire da alcuni furti a Bassano, i carabinieri di Viterbo e della compagnia di Ronciglione hanno ricostruito tutta la filiera degli stupefacenti: dai fornitori romani ai venditori al dettaglio a Bassano. Una “catena illecita degli stupefacenti – scrive il gip Stefano Pepe – che da Roma termina la sua espansione verso le piazze di spaccio di questa provincia”. 

Tante intercettazioni e tanti appostamenti dei carabinieri per poi scoprire che molti degli scambi tra fornitori romani e venditori al dettaglio viterbesi avvengono sempre al “solito posto”: un cortile in viale Duilio Cambellotti, traversa di via di Tor Bella Monaca, accanto a una Classe A scura sfasciata.

Per ora, il tribunale del Riesame ha notificato solo il dispositivo con la decisione. Le motivazioni nei prossimi giorni.


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