Bassano Romano – Sulla vicenda Jackpot il Riesame ci pensa.
Ieri mattina si è svolta l’udienza a Roma per sette degli arrestati per lo spaccio di droga dalla capitale a Bassano Romano.
Difese sul piede di guerra contro l’ordinanza d’arresto, che ha mandato ai domiciliari 11 persone e 3 con l’obbligo di firma.
Gli avvocati Carlo Mezzetti, Samuele De Santis e Simone Fazio hanno discusso davanti al collegio i motivi che li hanno spinti a impugnare l’ordinanza del gip del tribunale di Viterbo Stefano Pepe.
In qualche caso, secondo i legali, ci sarebbero “reati doppione”, già contestati in passato agli indagati. Le difese hanno anche sostenuto la mancanza di prove sullo spaccio, ritenendo invece che gli acquisti di droga da parte di alcuni indagati fossero solo per uso personale.
Per l’avvocato De Santis, si pone anche una questione di competenza territoriale: gli acquisti di droga, anche dagli indagati originari di Bassano Romano accusati di rifornirsi nella capitale, sarebbero avvenuti tutti in zona Tor Bella Monaca. Quindi dovrebbe procedere il tribunale di Roma.
L’operazione “Jackpot” è scattata il 19 gennaio. Uno spaccio di droga assortito, secondo il pm Paola Conti: eroina, cocaina, hashish. A partire da alcuni furti a Bassano Romano, i carabinieri ricostruiscono tutta la filiera degli stupefacenti: dai fornitori romani ai venditori al dettaglio a Bassano. Una “catena illecita degli stupefacenti – scrive il gip – che da Roma termina la sua espansione verso le piazze di spaccio di questa provincia”.
Tante intercettazioni e tanti appostamenti dei carabinieri per poi scoprire che molti degli scambi tra fornitori romani e venditori al dettaglio viterbesi avvengono sempre al “solito posto”: un cortile in viale Duilio Cambellotti, traversa di via di Tor Bella Monaca, accanto a una Classe A scura sfasciata.
Il Riesame deciderà nei prossimi giorni se confermare i domiciliari o revocarli.

