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Macchina del fango e fatture false, udienza preliminare

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Angela Birindelli

Angela Birindelli

Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

Franco Fiorito

Franco Fiorito

Viterbo – Udienza preliminare a rischio per la macchina del fango.

L’avvocato di Erder Mazzocchi, uno degli otto indagati, ex commissario dell’Arsial, avrebbe inviato una comunicazione per annunciare di non poter essere presente oggi, all’udienza decisiva: il gup Stefano Pepe avrebbe dovuto decidere proprio oggi se rinviare tutti a giudizio, come chiesto dalla procura, o risparmiare a tutti o almeno a qualcuno il processo.

Il pm Massimiliano Siddi e le parti civili hanno già tirato le somme. Oggi tocca ai difensori parlare, ma la decisione se rinviare in tronco l’udienza o dare spazio agli interventi dei legali presenti in aula spetterà unicamente al giudice. 

La vicenda è nota, si trascina dal 2011 ed è divisa in due capitoli. Quello sulla cosiddetta “macchina del fango”: articoli di giornale pesanti contro i nemici di Paolo Gianlorenzo, ex direttore di “Nuovo Viterbo Oggi”, e chiunque gli avesse negato qualcosa. Un esempio su tutti, quello dell’imprenditore Roberto Angelucci, ricattato attraverso il suo coinvolgimento nella maxi-inchiesta Asl: con un posto a “Libero” o al “Nuovo Corriere viterbese” per Gianlorenzo, i toni su Angelucci si sarebbero magicamente abbassati, secondo le indagini.

L’altro fronte investigativo è quello sul Vinitaly 2011 e 2012, con presunti tentativi da parte dell’allora assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli di favorire ditte amiche, come quelle ipoteticamente riconducibili all’imprenditore Giuseppe Fiaschetti, indagato per questo filone anche insieme al direttore dell’assessorato Roberto Ottaviani.

Le posizioni più pesanti, per numero e gravità dei reati, sono quelle di Birindelli e Gianlorenzo. Secondo il pm Siddi, avrebbero sottoscritto un accordo ipoteticamente vantaggioso per entrambi: a Gianlorenzo la pubblicità delle iniziative dell’assessorato sulle pagine del suo giornale (all’epoca “L’Opinione di Viterbo e alto Lazio”, chiuso ormai da anni); all’assessora, il massacro quotidiano del suo avversario politico Francesco Battistoni, tramite articoli pesanti e feroci.

Il fascicolo vede indagati anche la collaboratrice di Gianlorenzo Viviana Tartaglini, agli informatori Sara Bracoloni e Luciano Rossini, inquisiti per rivelazione di segreti d’ufficio. Rossini anche di tentata concussione, insieme a Gianlorenzo. L’ex commissario straordinario Arsial Erder Mazzocchi è invece coinvolto per aver assecondato l’assessora nel suo progetto di rendere la vita impossibile all’impiegato dell’agenzia regionale Stefano Bizzarri. Solo perché “ritenuto persona vicina a Battistoni”.

Sempre il gup Pepe, in giornata, deciderà sull’altra udienza preliminare che vede coinvolto Gianlorenzo, insieme all’ex capogruppo regionale Pdl Franco Fiorito: la vicenda delle fatture tarocche, create ad arte per screditare lo stesso Battistoni, oggi vicecoordinatore regionale di Forza Italia e all’epoca successore di Fiorito alla guida del gruppo regionale Pdl. Il pm Siddi vuole il processo. Oggi parlerà l’avvocato Carlo Taormina per Gianlorenzo.


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