Viterbo – Leonardo Michelini prende gli schiaffi pure da Roma.
Il sindaco di Viterbo si aspettava una soluzione alla crisi in comune dal vertice Pd al Nazareno e invece i big del partito, convocati dal vice di Renzi, Lorenzo Guerini e dal segretario regionale Fabio Melilli hanno ribadito, qualora ce ne fosse bisogno che la matassa va sbrogliata dove si è intricata.
Cioè a Viterbo. Spetta al primo cittadino.
Siccome manifesta evidenti difficoltà, riceverà un aiutino. Verranno di nuovo in città a stretto giro i vertici del partito.
Addirittura il vice segretario nazionale Lorenzo Guerini.
Durante il vertice di ieri sera, Guerini ha parlato del Pd nella Tuscia e di come non sia sostenibile che un pezzo non partecipi alla vita di tutti. Una situazione da sistemare al più presto.
Quindi il capitolo Moderati e riformisti. Guerini ha spiegato che è naturale per il Pd fare alleanze con altre forze politiche. Ma il Partito democratico e le liste civiche sono due cose distinte.
Non vanno fatte confusioni o commistioni. E non si usa un soggetto civico per battaglie interne.
Poi la preoccupazione per il protrarsi della crisi a palazzo dei Priori. Dopo cinquanta giorni il nulla di fatto. Probabilmente Guerini viene a Viterbo anche per sincerarsi che in comune ci sia qualcuno al comando.
Attorno al tavolo ieri sera si sono seduti Guerini, Melilli, Sposetti, Fioroni, Panunzi e Mazzoli.
Il tanto atteso (da Michelini) miracolo del Nazareno non c’è stato. Lo sapevano tutti. Tranne uno.
La crisi si risolve a Viterbo, assetti per future elezioni Politiche o amministrative, evocati dal sindaco in conferenza stampa, poco hanno a che fare con le vicende a palazzo dei Priori.
Che si muova il numero due del Partito democratico è comunque un segnale forte. L’indicazione che arriva è chiara e non potrebbe essere altrimenti, fare ogni tentativo per salvare l’amministrazione.
Questa la visione da Roma. Vista da Viterbo sembra più un accanimento terapeutico.
Giuseppe Ferlicca
