Viterbo – Era entrato in ospedale per un’operazione di routine. Dopo un anno e sei interventi è morto in un letto d’ospedale.
C’è un fascicolo aperto per omicidio colposo sul decesso di Giulio Lucidi, 67 anni, ex sindaco di Barbarano Romano.
Tre giorni fa, la morte, in sala di rianimazione, a Belcolle, dopo tredici mesi di ricovero. I familiari hanno sporto denuncia e messo in moto le indagini: undici persone, tutti medici dell’ospedale Belcolle di Viterbo, sono stati iscritti nel registro degli indagati.
Domani, alle 10, il pm Fabrizio Tucci affiderà l’incarico al medico legale per l’autopsia. La famiglia, assistita dagli avvocati Marco Marcucci e Matteo Moriggi, parteciperà con un proprio consulente tecnico, il professor Di Tondo.
Gli avvisi di garanzia ai medici sono in questi casi più che mai un atto a garanzia degli indagati: servono per consentire a tutte le persone potenzialmente coinvolte nella vicenda a titolo di indiziati di nominare un proprio consulente tecnico per l’autopsia, decisiva per focalizzare le cause della morte ed eventuali profili di responsabilità medica.
Lucidi, 67 anni, era affetto da diverticolite. Nessuno si aspettava che a quell’operazione sarebbe seguita una serie di complicanze e di ulteriori interventi chirurgici. Un tunnel senza luce in fondo, terminato solo con la morte dell’ex sindaco, tre giorni fa.
Resta da capire se quelle complicazioni seguite al primo intervento fossero inevitabili o siano state provocate da un comportamento negligente dei sanitari.

