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Per Carlo, Giulio e tutti i martiri delle foibe

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Silvano Olmi

Silvano Olmi

Maurizio Federici

Maurizio Federici

Il sindaco Leonardo Michelini

Il sindaco Leonardo Michelini

Viterbo -  La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo -  La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo -  La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo - Cerimonia in ricordo delle foibe

Viterbo – Cerimonia in ricordo delle foibe

Viterbo - Cerimonia in ricordo delle foibe

Viterbo – Cerimonia in ricordo delle foibe

Viterbo - Cerimonia in ricordo delle foibe

Viterbo – Cerimonia in ricordo delle foibe

Viterbo - Cerimonia in ricordo delle foibe

Viterbo – Cerimonia in ricordo delle foibe

Viterbo - Cerimonia in ricordo delle foibe

Viterbo – Cerimonia in ricordo delle foibe

Viterbo - Cerimonia in ricordo delle foibe - Davanti le nipoti di Giulio Mancini

Viterbo – Cerimonia in ricordo delle foibe – Davanti le nipoti di Giulio Mancini

Viterbo - Cerimonia in ricordo delle foibe

Viterbo – Cerimonia in ricordo delle foibe

Viterbo - Cerimonia in ricordo delle foibe - Le autorità con i parenti di Giulio Mancini

Viterbo – Cerimonia in ricordo delle foibe – Le autorità con i parenti di Giulio Mancini

Viterbo – (r.s.) – Viterbo ricorda i martiri delle foibe. Celebrati questa mattina con un corteo che da piazza del Teatro è arrivato a valle Faul, davanti al monumento ai Caduti (video – fotocronacaslide).

Una cerimonia voluta dal comitato 10 febbraio, insieme a Comune e Provincia, nella Giornata del ricordo.

Sono quattordici i martiri delle foibe della provincia, tra cui il viterbese Carlo Celestini. L’ultima vittima è stata trovata solo poche settimane fa. E’ il carabiniere Giulio Mancini di Civitella d’Agliano.

Nella Giornata del ricordo, il pensiero va a loro e alle 350mila persone costrette a fuggire per paura di essere uccise. Solo perché Italiane.

In tanti, questa mattina, davanti al cippo commemorativo. Molti i giovani. Le nipoti di Mancini hanno deposto una corona di fiori sul quale era scritto: “Ai viterbesi che per tomba hanno una foiba”.

“I tanti vennero trucidati nelle foibe – ricorda Silvano Olmi, segretario del comitato -. E di molti di loro non si hanno ancora i corpi. Il lavoro di ricerca è molto duro. Solo poche settimane fa, il comitato 10 febbraio ha aggiunto un’altra vittima viterbese alle tredici già censite in passato. 

Si tratta – continua – del carabiniere Giulio Mancini. Era di Civitella d’Agliano ma prestava servizio a Gradisca d’Isonzo. La guerra era terminata da due mesi e Mancini chiese un permesso per recarsi a Gorizia a ritirare degli indumenti. Non fece più ritorno.

Secondo il rapporto dell’arma dei carabinieri – conclude Olimi -, venne sequestrato dagli agenti della polizia iugoslava e torturato tutta la notte. Ucciso con un colpo alla nuca, venne ritrovato in un fosso il giorno successivo. Era il 25 giugno 1945″.

Il segretario del comitato 10 febbraio ricorda anche Giulio Regeni – il giovane ricercatore italiano morto in Egitto – e tutte le vittime dell’Isis.

“350mila persone vennero uccise per la sola colpa di essere Italiane – dice Maurizio Federici -. Non ci furono solo morti ma anche uomini spariti nel nulle e buttati in mare.

Legati con il filo spinato – continua -, venivano fatti morire nell’Adriatico. Il primo, ucciso con un colpo in testa, faceva da peso per tutti gli altri. Ai martiri e alle loro famiglie chiediamo scusa per quello che è successo sessant’anni fa”.

Tanti i tricolore, a testimonianza dell’apartiticità della cerimonia.

“Queste manifestazioni – afferma il sindaco Leonardo Michelini – uniscono. E’ importante ricordare, perché per troppo tempo le foibe sono state ignorate e dimenticate. Non dobbiamo cancellare nessuna pagina di storia, nemmeno quelle più tristi”.

Presenti questa mattina anche gli assessori Barelli, Ricci e Delli Iaconi. Il consigliere regionale Sabatini, quello provinciale Quintarelli e quello comunale Marini. A portare il tricolore, anche Luigi Maria Buzzi.


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