Bagnoregio – Verso l’incidente probatorio nella vicenda della professoressa sospesa da scuola per presunti maltrattamenti su un alunno.
Il pm Paola Conti, titolare del fascicolo, sarebbe intenzionata ad ascoltare l’adolescente e i compagni di classe, tutti ragazzini sui 14 anni. Chi meglio di loro per ricostruire quello che accadeva ogni giorno a lezione? Se maltrattamento c’è stato, gli studenti ne sono stati testimoni oculari, in grado sicuramente di confermare o smentire gli insulti della prof al ragazzino o le umiliazioni inflitte davanti a tutta la classe.
L’incidente probatorio, una sorta di anticipazione del processo, servirà per cristallizzare subito i racconti dei minorenni, raccogliendo testimonianze ora per risparmiare loro un ritorno in aula in futuro.
Per ora c’è la denuncia dei genitori, che ha fatto scattare il provvedimento di interdizione firmato dal gip Stefano Pepe, in un caso che, ormai, ha assunto proporzioni nazionali, rimbalzato su tg e contenitori pomeridiani. L’ultimo “La vita in diretta”, che se ne occuperà nella puntata di oggi con un servizio dedicato.
I genitori avevano notato da qualche tempo uno strano malessere nel figlio, ma solo prima di Natale hanno capito il perché: a una lezione di catechismo, affrontando il tema del bullismo, le insegnanti raccolsero gli sfoghi di alcuni ragazzini su ciò che accadeva a scuola a un loro compagno di classe con la prof di italiano. L’episodio arrivò di voce in voce ai genitori del ragazzo, che hanno sporto denuncia alla squadra mobile di Viterbo.
Non solo insulti in pubblico, del tipo “puzzi” o “sei uno stupido, inutile che ti spiego le cose”. Ma anche inviti a emarginare il ragazzino nei colloqui con almeno una mamma. E poi, la ‘cacciata’ fuori dalla classe, incaricando due compagni più robusti di lui, e il ‘processo’ in classe, immobilizzato su una sedia, a prendere gli schiaffi da uno e i colpetti col righello dagli altri. Tutti episodi riportati nella denuncia e tutti negati dalla prof, assistita dall’avvocato Giovanni Labate, all’interrogatorio davanti al gip. Ha ammesso solo di averlo mandato fuori dalla classe qualche volta per pochi minuti, mentre tutto il resto, forse, rientrava in ‘giochi tra ragazzi’ mai avvenuti alla sua presenza, a dire dell’insegnante.
La famiglia del ragazzo, del resto, non ha mai negato né la sua vivacità, né il 6 in condotta. “Atteggiamenti che non legittimano vessazioni e umiliazioni pubbliche – secondo l’avvocato dei genitori, Enrico Valentini -, ma che, al contrario, dovevano essere la spia di un malessere del ragazzo che l’insegnante avrebbe dovuto comprendere”. L’adolescente avrebbe un leggero ritardo nell’apprendimento e nella crescita, rispetto agli altri ragazzini della sua età. “Nessun handicap né problema di salute grave – spiega l’avvocato Valentini -. Sicuramente la necessità di qualche accortezza in più che, purtroppo, non c’è stata. Tutt’altro”.


