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“Rinnovato il contratto dell’industria alimentare”

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Viterbo

Viterbo 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nella serata di venerdì scorso, è stato rinnovato il contratto dell’industria alimentare nazionale.

Come organizzazione sindacale, siamo molto soddisfatti per l’accordo raggiunto nell’ambito di un settore così significativo per tutto il paese.

Questo accordo segna una svolta importante nel settore del lavoro, anche perché crea nuove aspettative e dà slancio per ripartire con presupposti nuovi, creando un clima di maggiore fiducia e ottimismo generale nel paese.

I contenuti dell’accordo sono coerenti con la piattaforma confederale.

Il contratto sottoscritto, oltre a tutelare le retribuzioni, rafforza ed estende il secondo livello di contrattazione.

Questo contratto è la dimostrazione che il sindacato e le imprese sanno fare il proprio mestiere, rinnovando gli accordi senza una conflittualità esasperata, rilanciando così una nuova fase positiva di relazioni industriali.

Il contratto interesserà 400mila addetti a livello nazionale e 2500 a livello territoriale.

In breve i punti salienti del contratto:

La partecipazione dei lavoratori alle dinamiche dell’impresa negli assetti contrattuali, coerenti con la proposta unitaria sul nuovo sistema di relazioni sindacali. Nuove modalità sul telelavoro e sul lavoro agile.

Il contratto quadriennale integra le linee guida che rafforzano ed estendono significativamente il secondo livello, rilanciando innovazione, produttività e condizioni di lavoro.

Verrà potenziata ed estesa la bilateralità di settore che, per la prima volta, viene definita nel Ccnl.

Il nuovo contratto dà vita a un fondo specifico che interviene a sostegno e tutela dei lavoratori che perdono il proprio impiego, a due anni dalla pensione. Tale fondo interverrà anche per i lavoratori che volontariamente intendono trasformare il contratto a full time o part time e promuoverà il turnover: un vero “ponte generazionale”.

In quanto agli aspetti salariali, il Ccnl non si limita a un’ottica difensiva ma viene incrementato il potere d’acquisto dei lavoratori attraverso aumenti salariali pari a 105 euro. Condizione necessaria questa, per sostenere il reddito delle persone, rilanciare i consumi e contribuire alla ripresa della domanda aggregata, affinché le parti, attraverso la libera contrattazione e negoziazione, diventino vera autorità salariale.

Protagonisti di una vera ripresa che coinvolga tutti: imprese, lavoratori e l’intero sistema paese.

Fai-Cisl di Viterbo

 


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