Viterbo – (g.f.) – Il ritorno di Sonia Perà. L’assessora, riferimento dei sette consiglieri Pd dissidenti, stamani è tornata in commissione.
Un rientro dovuto. In seconda si discute del mattatoio, il progetto di finanza proposto da privati e che tarda a decollare, tanto che l’Anac di Cantone ha scritto al comune, dopo l’intervento di Claudio Ubertini (FI).
Cantone ha rilevato ritardi nell’attuazione e conseguente possibile danno erariale. Un altro nodo da sciogliere in una vicenda già piuttosto intricata.
Stamani in commissione si dovevano discutere eventuali modifiche al progetto.
“Ma come si fa – si domanda Gianmaria Santucci (Fondazione) – a presentare emendamenti, se si rischia che non essendo possibile proroghe, il mattatoio può chiudere?”. Se si modifica il progetto, infatti, i tempi si allungano ancora.
Tempi che in ogni caso non ci sono. La scadenza ultima concessa è fine giugno. Troppo ravvicinata per portare a compimento tutte le procedure, pure se si partisse oggi. E oggi non si parte. Dal momento che tutto è stato rinviato in consiglio comunale. Se si fosse andati al voto, la maggioranza che è minoranza, causa crisi e assenza di consiglieri Pd, sarebbe andata sotto.
Per il mattatoio, di tempo ne è passato. Claudio Ubertini (FI) fa notare che il progetto da parte dei privati è stato presentato il 21 dicembre 2012, quando la concessione scadeva il 31 agosto 2014. Santucci ha una sua visione. Politica: “Il problema oggi non ci sarebbe se voi foste in venti”. Ovvero, se la crisi non avesse travolto anche il mattatoio.
“Perché la pratica è rimasta tanto tempo nel cassetto – si domanda Marini (FI) – la giunta non ha operato nell’interesse della città”.
Tutte le proroghe non c’entrano con il progetto, fa notare dalla maggioranza Maurizio Tofani (Oltre le mura).
E il dirigente Manetti ricorda che il progetto presentato inizialmente da privati era per una gestione di 35 anni, senza canone di locazione e non erano specificati tempi e modalità dei lavori.
Sono state chieste modifiche, portando via del tempo. Alla fine si rinvia tutto al consiglio comunale. Lo stesso progetto, senza modifiche.
Senza votarlo in commissione.

