Marta – Riceviamo e pubblichiamo – E’ stata grande, la partecipazione popolare, mercoledì 3 febbraio, per i festeggiamenti religiosi in onore di san Biagio vescovo e martire, compatrono insieme a santa Marta del nostro paese, a cui in loro onore, ai fini del 1700, fu costruita la chiesa collegiata.
Il parroco di Marta don Roberto ha voluto dedicare l’anno 2016, nominandolo anno “Biagiano” in quanto ricorre l’anniversario della morte del patrono di Marta, san Biagio, che fu martirizzato nel 316 d.C. durante le persecuzioni romane di Licinio.
Un santo molto amato Biagio, che, per non rinnegare la sua fede cristiana, subì un doloroso martirio con pettini di ferro usate per cardare la lana. Ma non bastò a ucciderlo per cui gli aguzzini, dopo aver tentato di affogarlo in un lago dove il santo uscì indenne, ricorsero dopo vari tentativi al taglio della testa.
Sono trascorsi ben 1700 anni, dal giorno della sua morte, nonostante ciò il culto e la devozione del popolo martano per il santo patrono del paese è andato sempre più in crescendo, fino ai giorni nostri.
Una tradizione religiosa, che ha profonde radici nella gente, molto devota al santo protettore dei mali della gola, e in virtù dell’attaccamento e del culto, in onore del patrono, i primi del ‘900, fu costruita una bellissima chiesa in suo onore, crollata nel dopoguerra, al suo posto, fu intitolata una via largo San Biagio, in ricordo di questo santuario.
Tanti i nomi di Biagio, in paese, ritornati in auge, proprio per il legame affettivo e religioso, si narra, che mentre lo portavano al patibolo, fu portato al santo un bambino romano, agonizzante a causa di una spina di pesce conficcata nella gola e San Biagio, come ultimo atto della sua vita terrena, toccando con le mani il giovane sulla gola, lo salvò da morte certa.
Per questo miracolo, San Biagio, salì agli onori degli altari, invocato e venerato in tutta Europa, come il Protettore dei mali della gola. Per un Voto fatto dalla popolazione Martana alla Madonna, nel lontano 2 febbraio 1703, a causa di un forte terremoto che causò lutti e danni in tutta Italia, risparmiando il paese di Marta, il carnevale cosa unica in tutta Italia nel rispetto della tradizione, nel nostro paese, inizierà dopo il 3 di febbraio giorno della festa di San Biagio e questo la dice lunga sul rapporto di fede popolare che lega i cittadini a questa figura del santo vescovo di Sebaste.
Alle 15 una grande folla si è recata come tradizione presso la chiesa parrocchiale partecipando al rito dell’unzione della gola che si è protratto fino a sera, tantissime le persone presenti molti adulti, e famiglie con i bambini al seguito anche in tenera età, i quali in ordine di due file, hanno partecipato a questo appuntamento.
Ognuno una volta davanti al sacerdote all’interno della chiesa , dopo le rituali parole del sacerdote è stato asperso con una candela e dell’olio benedetto nella gola il tutto, tra preghiere e canti rivolti a di san Biagio, una tradizione che si perde nella notte dei tempi, come il bacio alla reliquia del santo, realizzata ai fini del 1600 in bronzo dorato.
In sacrestia sono stati benedetti i fichi secchi, aranci, mandarini, che sono stati portati nelle case dei martani, malati ed infermi, un aspetto umano questo, molto significativo. La giornata è iniziata in mattinata alle 7,30 con la messa per soli uomini, alle 11 nella chiesa parrocchiale dei santi Marta e Biagio, messa solenne cantata dalla Schola Cantorum “ Mons, Liberato Tarquini” celebrata dal vescovo Lino Fumagalli.
Alle 11,45, la statua di San Biagio, è stata portata a spalla in processione dalla confraternita bianca, per le vie del paese, con al seguito il clero, le autorità cittadine e la popolazione al suono dalle rituali marce da parte della banda musicale cittadina E. Montesi.
Alle 15 è iniziata l’unzione della gola e la benedizione della frutta, alle 18,30 i vespri e successivamente unzione della gola, fino alle 20,30 a conclusione di questa festa così amata da tutta la gente di Marta.
Danilo Piovani




