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“Se i genitori sanno qualcosa vadano in procura”

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Prof sospesa - Il servizio della "Vita in diretta" - Lo psichiatra Paolo Crepet

Prof sospesa – Il servizio della “Vita in diretta” – Lo psichiatra Paolo Crepet

Prof sospesa - Il servizio della "Vita in diretta"

Prof sospesa – Il servizio della “Vita in diretta”

Prof sospesa - Il servizio della "Vita in diretta"

Prof sospesa – Il servizio della “Vita in diretta”

Prof sospesa - Il servizio della "Vita in diretta"

Prof sospesa – Il servizio della “Vita in diretta”

Prof sospesa - Il servizio della "Vita in diretta" - Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Prof sospesa – Il servizio della “Vita in diretta” – Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Prof sospesa - Il servizio della "Vita in diretta"

Prof sospesa – Il servizio della “Vita in diretta”

Prof sospesa - Il servizio della "Vita in diretta"

Prof sospesa – Il servizio della “Vita in diretta”

Bagnoregio – Viene da Paolo Crepet l’appello per dare un impulso alle indagini sul caso della professoressa sospesa da scuola. “Se i genitori hanno avuto confidenze dai figli, andassero dal magistrato, perché è meglio anche e soprattutto per i figli”.

Oggi pomeriggio, la trasmissione di Rai1 “La vita in diretta” ha dedicato uno spazio all’insegnante indagata per maltrattamenti aggravati su un adolescente, alunno della scuola media di Bagnoregio.

Cristina Parodi e Marco Liorni hanno mandato in onda il servizio di Sara Verta, inviata nella scuola bagnorese per raccogliere testimonianze sul caso scoppiato tre giorni fa e agli onori della cronaca nazionale. 

La professoressa, 59 anni, insegnante di italiano alle medie di Bagnoregio, è destinataria di un provvedimento di interdizione del gip del tribunale di Viterbo. Per lei significa restare lontano dalla scuola a tempo indeterminato, dopo la denuncia dei genitori di un ragazzino che lamentava tentativi della prof di emarginarlo e mortificarlo davanti a tutta la classe.

L’inviata ha cercato invano di agganciare una collega della prof: niente. Poche parole e poi la porta dell’istituto chiusa in faccia alla giornalista, che ha intervistato sia l’avvocato dei genitori del ragazzo, Enrico Valentini, che quello dell’insegnante, Giovanni Labate. Parola anche al capo della squadra mobile Fabio Zampaglione, che ha seguito le indagini fin dalla prima ora, con i colleghi della sezione reati su minori, coordinati dal pm Paola Conti. 

“Un mondo alla rovescia – ha commentato la conduttrice Cristina Parodi -. L’insegnante non sarà colpevole fino a sentenza definitiva, ma, se i fatti emersi dalle indagini fossero confermati, sarebbero gravissimi. Incredibile anche che siano venuti fuori durante una lezione sul bullismo a catechismo, dove i ragazzi hanno subito pensato a quello che accadeva a scuola al loro compagno con la professoressa”.

In studio, oltre a Crepet, un sacerdote ed Enrica Bonaccorti, figlia di una professoressa di scuola media.

L’augurio dello psichiatra è che “non si parta dal presupposto che i bambini dicono le bugie: sono gli adulti che le dicono. Cosa ancor più importante, i bambini non hanno un sindacato e in certi casi possono subire il genitore che gli suggerisce di non dire niente, sennò si va a finire in tribunale. Se i genitori hanno avuto confidenze dai figli, è importante che vadano dal magistrato a riferirle. Importante soprattutto per i bambini”. 


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