- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Se mi dimetto non torno più indietro”

Condividi la notizia:

Viterbo - La seduta di consiglio comunale

Viterbo – La seduta di consiglio comunale 

Viterbo - Mongiardo e Troili in consiglio comunale

Viterbo – Mongiardo e Troili in consiglio comunale 

Viterbo - Ciorba, il sindaco Michelini e Ciambella al consiglio comunale

Viterbo – Ciorba, il sindaco Michelini e Ciambella al consiglio comunale 

Viterbo Francesco Serra in consiglio comunale Viterbo Francesco Serra in consiglio comunale

Viterbo Francesco Serra in consiglio comunale 

Viterbo – “Mi dite che devo cambiare metodo, ma quale? Ditemi cosa deve fare il sindaco, non ho capito e non credo d’essere proprio un deficiente”.

E’ tardi quando il sindaco Leonardo Michelini prende la parola in consiglio comunale. Le 21 passate. Prima di lui, le dimissioni e la forte critica del capogruppo Pd Francesco Serra, la presa di distanza dei consiglieri Mongiardo, Volpi, Quintarelli.

Non tira una bella aria e il primo cittadino un po’ cerca di riavvicinare parti della sua maggioranza che sembrano ancora molto distanti: “Da sindaco mi devo mordere la lingua sentendo certe cose, ci sono abituato. E un po’, un bel po’, replica a quella parte del Partito democratico che è tornata in consiglio comunale con tante riserve.

A cui manda a dire: no a dimissioni per poi ritirarle Se le dà, non torna sui suoi passi.

“Quale metodo devo cambiare? – si domanda Michelini – In giunta non c’è mai stata un’astensione. Gli assessori rappresentano loro stessi, un pezzo di maggioranza o tutta?

Fatemi capire, sennò parliamo d’aria fritta”.

Ha preso appunti durante il dibattito sulla crisi, scaturito dalle dimissioni da capogruppo di Serra.

Marco Volpi non si sente più parte della maggioranza, ma non si dimette per rispetto verso chi lo ha eletto.

“Lui non si dimette – incalza Michelini – ma allora il sindaco deve sentire o no la stessa responsabilità? O la deve avere di più ancora rispetto a un consigliere, avendo fatto vincere la coalizione?”.

Prima del dibattito sulla crisi, il voto sul mattatoio e il project financing proposto dai gestori.

I sei consiglieri Pd vicini a Serra non hanno votato, pur rimanendo in sala.

Michelini non ha gradito: “Io rispetto tutti, sopratutto chi si sporca le mani. Il mattatoio lo vogliamo aperto o chiuso? Che vogliamo fare?”. Il clima si scalda. Il capogruppo dimissionario interviene, ne nasce un botta e risposta: “Sei irruento – dice rivolgendosi a Serra, ma non m’impensierisce l’aggressione.

Io apprezzo chi si sporca le mani, agisce e magari sbaglia pure. I portici di palazzo dei Priori si svuotano o no? La torre civica la rendiamo visitabile o vogliamo costruire un nuovo campanile?

Si deve decidere, prospettare soluzioni”.

E ripartire a testa alta, asserisce il primo cittadino. “Ma non possiamo farlo a sfregio degli assessori, a nessuno – ammonisce Michelini – è disonorevole per loro che preparano pratiche, che io ho sempre votato, vedersele non considerate.

Il loro lavoro va considerato e apprezzato. Diversamente, meglio andare a casa”.

La parola chiave di ieri è ripartire. “Mi metto a disposizione, sono per ripartire, ci credo. Incontrerò la maggioranza e valuteremo se esistono le condizioni. Ma non voglio rimanere sindaco a dispetto di qualcuno”.

Quindi sì a un programma di scopo: “Un patto per la città che interessi tutti. Scelte da parte della maggioranza, ma aperte a suggerimenti dei cittadini e di chi sta in consiglio comunale”.

Si può fare tutto, tranne dimettersi. “La pagliacciata delle dimissioni – osserva Michelini – e poi dopo venti giorni ritirarle, io non la faccio.

Se mi dimetto, prima lo faccio, poi lo dico, quindi non torno più indietro”.

Non vuole un’amministrazione che sembri essere espressione di nessuno. “Non si sa chi rappresenta. Invece c’è una coalizione, ci sono più partiti”.

Non crede alla minoranza che ogni giorno incontra cittadini scontenti: “Ognuno ha la sua città e le sue frequentazioni. Io parlo con tante persone, ho un sentore diverso. Non c’entra il Sole 24 ore e i sondaggi. Non contano, ma anche quelli sono un pezzo della città e la mia città mi dice di andare avanti”.

A breve la riunione di coalizione: “Concorderemo i punto di un programma di scopo da portare avanti insieme. Però quando abbiamo deciso cosa fare, i voti si cercano in consiglio comunale e non si fa marcia indietro”.

Giuseppe Ferlicca


Condividi la notizia: