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“Siamo governati da un branco di pippe”

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Viterbo - La conferenza della minoranza

Viterbo – La conferenza della minoranza 

Viterbo - La conferenza della minoranza

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Viterbo – La conferenza della minoranza 

Viterbo – (g.f.) – “Il sindaco Michelini prende 4.500 euro al mese senza fare niente.Dice che campa del suo e quindi non gli servono, li lasci”.

Gianmaria Santucci (Fondazione) fa due conti in tasca al primo cittadino dopo il consiglio comunale andato a vuoto, affondato da una maggioranza che non c’è più e durante l’ennesima conferenza stampa organizzata all’improvviso dall’opposizione (dopo quella di Michelini) fa fatica, e con lui i suoi colleghi, a spiegare l’accanimento del centrosinistra, o di parte di esso, nel voler rimanere saldi al loro posto.

“Ci troviamo sul Titanic che affonda – continua Santucci – ed è come se questi si stessero preoccupando di controllare gli estintori.

Siamo prigionieri di un manipolo di spregiudicati che restano per mero interesse politico. Non c’è altra spiegazione”.

Chiede conto ai sette consiglieri Pd sull’Aventino e alle due assessore di riferimento. “Che fanno? Ce lo devono spiegare. La verità è che siamo governati da un branco di pippe”.

E la riunione a Roma, al Pd di domani, su cui Michelini fa tanto affidamento, per Santucci sarà un nulla di fatto.

“Pensate davvero che Guerini si metterà a dire: nomina questi assessori, sposta questo… a Roma non gliene frega nulla di quest’amministrazione.

Dopo Monterosi, non sanno manco chi sono”.

Nel frattempo sono passati oltre cinquanta giorni di nulla. Crisi infinita. “La città è allo sbando – incalza Ubertini (FI) – siamo tutti pronti ad andare dal notaio e dimetterci. Ci chiamano e noi veniamo”.

Appello ai sette del Pd. Per Luigi Maria Buzzi la maggioranza non ha più i numeri, mentre per Chiara Frontini siamo in emergenza democratica.

“Non si tratta di una crisi politica, ma di blocco istituzionale – osserva Frontini – da un mese e mezzo. Scoperchiamo il tetto di palazzo dei Priori.

Decidano cosa vogliono fare, anche i sette Pd. Abbiamo fatto appello tante volte, siamo stanchi. Si dimettano o tornino in consiglio comunale”.

Michelini non si è dimesso. Pazienza, per Sergio Insogna (Gal): “Non si deve dimettere, è già dimesso moralmente, amministrativamente e politicamente, e non se ne rende conto”.

Per Gianluca De Domincis (Movimento 5 stelle) ci sono atti importanti e non si riesce ad approvarli: “E’ grave che non si riesca ad andare avanti e l’amministrazione è bloccata. Faccio notare che io ero presente, ho risposto all’appello.

E’ la maggioranza assente”.

Mentre i problemi in città restano: “Il sindaco rimane attaccato al suo posto – osserva Vittorio Galati – mentre Viterbo è piena di buche, sporca. Non se ne può più”.

Tocca a Giulio Marini (FI) replicare ad Alvaro Ricci. L’assessore nell’altra conferenza, quella del sindaco, ha ricordato come all’epoca il Pd garantì il numero legale per approvare il Plus: “Era solo per una pratica d’esproprio.

Se non fossero rimasti avrei fatto diversamente, perché qualcosa la so fare.

Il sindaco quando non ha una maggioranza si dimette. E’ il gioco della politica”.

Tra i consiglieri comunali c’è anche il collega regionale Daniele Sabatini. Anche per lui è tutto fermo. Una situazione drammatica, o meglio: “Una buffonata. In regione Viterbo è considerata lo zimbello”.

Infine una considerazione politica da parte di tutti. Il sindaco Michelini non ha avuto nemmeno il buonsenso, visto che i numeri non li aveva oggi in consiglio, d’andare a parlare con l’opposizione. Normale. Non è un politico, per sua stessa ammissione.


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