Viterbo – Tutti in “gita” a Bruxelles, la riunione del gruppo Pd può aspettare.
I cinque consiglieri Democratici, tutti o quasi, sono in Belgio per questioni della massima importanza per il futuro di Viterbo e quindi l’incontro di oggi, com’era prevedibile, è saltato. Partecipano alla presentazione, domani mattina al Parlamento europeo, di Experience Etruria.
Se ne riparla venerdì alle 14, un’ora e mezza prima del consiglio comunale.
Un rinvio tira l’altro, per una crisi in comune che diventa immortale. Sopravviverà a se stessa.
Una volta che tutti o quasi i sette consiglieri Pd dissidenti saranno rientrati in consiglio, andrà comunque avanti. Sotto altre forme.
Sarà il filo conduttore dei prossimi due anni e mezzo d’amministrazione Michelini. Se riuscirà a farli tutti.
Perché non è stata risolta, ma solo insabbiata.
All’incontro di venerdì, fissato subito dopo pranzo, non saranno affrontati argomenti pesanti, per non rallentare la digestione.
In un altro incontro con i sette dissidenti, ma allargato, pare che il capogruppo Francesco Serra abbia fatto presente a chi gli faceva pressione su richieste di natura politica, un assessorato o magari un avvicendamento al ruolo di vice sindaco, perché un rimpastino comunque va fatto, di rivolgersi direttamente a Michelini e avanzare le proposte.
Serra sarebbe indisponibile a trattative sulla giunta. Se sarà portata a sei o rimarrà a sette o chissà a quanti, non sarà per iniziativa dei dissidenti.
I margini per qualsiasi tipo di trattativa non sembrano esserci. Manca la volontà, oltre al tempo.
Un incontro a ridosso della riunione di consiglio comunale, un’ora e mezza prima, dopo settanta giorni di crisi, potrà cambiare poco.
C’è attesa solo per capire cosa dirà ai suoi Serra.
Giuseppe Ferlicca
