Viterbo – “Quanto accaduto in aula è la plastica rappresentazione di un paese diviso, di cui l’aula di Palazzo Madama è la fedele fotografia”.
A dichiararlo è Giuseppe Fioroni in un’intervista al Mattino dopo il colpo di scena in aula del Senato per la discussione del ddl Cirinnà sulle Unioni civili.
Col Pd che, con la fronda della sua componente cattolica, ha insistito per votare il cosiddetto “supercanguro” (il maxi-emendamento che di fatto elimina quasi tutte le centinaia di proposte di modifica) in una unica soluzione e i Cinque Stelle che a sorpresa hanno respinto la richiesta.
Fioroni non sembra scandalizzarsi. “Dall’aula – dice il ministro nell’intervista – è emerso un chiaro segnale: si corre il rischio di bruciare una legge utile e importante, in nome di arroccamenti su un tema assai delicato come la stepchild adoption, che possono finire con il nuocere gravemente alle buone intenzioni di chi è disposto a votare anche subito, ormai da tempo, delle buone norme a favore dei diritti civili. Il braccio di ferro è controproducente. E’ saggio sperare che la notte porti consiglio a tutti”.
Sulla stepchild, Fioroni è chiaro. “La stepchild adoption rappresenta un elemento divisivo che sta rallentando l’approvazione di una legge innovativa e attesa da decenni. Occorre individuare formule, modi e tempi capaci di appianare le perplessità su un tema assai spinoso. Una seria riflessione farebbe bene a tutti”.
Contrario ai Dico, ora Fioroni si è espresso a favore delle Unioni civili. “Il mio è un caso emblematico. Anni fa ero contrario ai Dico – continua nell’articolo del Mattino -. Oggi reputo invece una legge sulle unioni civili un atto di civiltà che sana alcuni diritti sinora rimasti compressi. Ribadisco che se la famiglia è una, i diritti sono per tutti. Ecco perché arroccarsi nella difesa a oltranza della stepchild adoption, può comportare il rischio di smarrirsi a pochi metri dal traguardo”.
