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“Viterbesi, scendete in piazza e assediate il comune”

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Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista 

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista 

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista 

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista 

Silvana Denicolò

Silvana Denicolò 

Il padre di Alessandro Di Battista, Vittorio

Il padre di Alessandro Di Battista, Vittorio 

Daniele Pesco

Daniele Pesco 

Viterbo - L'incontro con Alessandro Di Battista

Viterbo – L’incontro con Alessandro Di Battista 

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista 

Silvia Blasi

Silvia Blasi 

Viterbo - L'incontro con Alessandro Di Battista

Viterbo – L’incontro con Alessandro Di Battista 

Alessandro di Battista a Viterbo

Alessandro di Battista a Viterbo 

Viterbo –  “Viterbesi, scendete in piazza e assediate il comune”(video – galleryslide).

E’ Alessandro di Battista Show. Il parlamentare M5s era oggi a Viterbo all’ex tribunale in Piazza Fontana grande per l’incontro dal titolo “Il salva-risparmiatori (contro il governo del salvabanche che truffa le famiglie)”.

E’ arrivato con un po’ di ritardo, ma si è fatto perdonare. Ha parlato di Viterbo e delle banche. Poi un cenno sulle unioni civili e anche una battuta sulla candidatura a sindaco di Roma.

“Non sono viterbese – dice Di Battista -, ma seguo la città e la lenta agonia di questo momento di crisi, la stanno pagando solo i cittadini. Questi fanno giochi di poltrone e hanno paura ad andare al voto, perché hanno paura che il Movimento 5 stelle possa ottenere un risultato importante. Un consigliere di noi che entra, è uno di loro che esce. Per cui meno potere per chi amministrato per decenni. E intanto che viene fatto per la città?

Dico ai viterbesi di scendere in piazza e di assediare pacificamente il comune. Il sindaco vada avanti solo se è in grado di fare proposte, altrimenti tutti a casa. Si ritorna al voto. Non bisogna avere paura delle elezioni. A Viterbo, come a Roma, dove si doveva votare già da mesi, quando scoppiò Mafia Capitale. Non si è voluto farlo perché i politicanti ci temono. Loro invece si occupano di spaccature interne, Pd 1 e Pd 2… ma in che paese siamo”.

Per il Campidoglio circola il nome di Di Battista. “Non pensate che non ci abbia pensato. Mantenere dei principi alla lunga può pagare. Stanno arrivando forti pressioni da tanti cittadini. Ora, il problema sono i nomi o è quello di avere delle persone capaci di applicare un programma. Tre anni fa ero uno sconosciuto, ora addirittura il favorito nei sondaggi. Non mi candido, devo finire il mio mandato in parlamento… ma non me lo chiedete ancora sennò ci ripenso”, scherza.

E’ a Viterbo per il decreto salva-banche che però preferisce chiamare “Ammazza-risparmiatori”. “Il responsabile è un sistema politico e bancario che sta trasformando la nostra Repubblica in una Repubblica delle banche. Caso strano prima del decreto del governo, c’è stato uno strano movimento di acquisti di Banca Etruria. Una banca non può fallire e se lo fa è perché qualcuno ci ha mangiato sopra. C’è stata gente che ha visto i suoi soldi sparire da un giorno all’altro. É una tragedia. Non so come si possa continuare a votare queste persone. Vorrei vincere a Roma solo per mettere mano ai bilanci.

Stiamo difendendo i soldi degli italiani. M5s fa ciò che è giusto. Il dramma in questo paese è che non esiste un briciolo di sovranità. Il governo pensa alla giornata della Memoria e alle vittime dell’immigrazione. Questi privatizzano tutto, a partire dalla sanità. Ammazzano la scuola pubblica, ma danno i bonus agli insegnanti. I giovani se ne vanno perché non trovano lavoro, ma loro gli danno il bonus. Ci tolgono i diritti e in cambio ci danno i bonus”.

Poi sulla legge per le unioni civili. “E’ una legge giusta, la votassero però in 24 ore, perché non si può tenere un parlamento bloccato. Avremmo anche i diritti civili, ma ci stanno togliendo quelli economici e sociali. Tra poco non avremmo più il pane e la casa. Non ho certezza che mi ricandiderò, perché quella del parlamentare è una vita da inferno. Metto la cravatta, la mattina, come fosse un elmetto. Qui in Italia c’è la povertà vera, siamo ammazzati da uno stato canaglia che si ricorda che siamo cittadini solo quando ci devono chiedere i soldi.

Chi è al potere cambia la faccia per farci credere che sia cambiato qualcosa, ma il sistema è sempre quello. Come Renzi che è entrato dicendo che avrebbe rottamato, quando invece la settimana scorsa ha fatto un rimpasto di governo, mettendo i peggiori trasformisti della storia repubblicana. Gente che ha cambiato sette partiti in sette anni. E c’è chi ci è cascato. Io pure cio cascai. Tempo fa ho votato Veltroni pensando che fosse contro Berlusconi. Ma de che.

Il Pd è peggio del Pdl. Questi finti di sinistra vogliono far sembrare di essere dalla parte dei cittadini e poi ti fottono peggio di quelli di destra. O peggio perché lo fanno col sorriso. Pensi che uno del partito di Berlinguer non ti fregherebbe mai e invece sì. Perché è il sistema. Non sono nemmeno cattivi, ma pensano che la politica è un posto di lavoro. E pur di mantenerlo scendono a compromessi. Perché come lavoro fanno i politici, mentre per noi la politica è un servizio civile a tempo determinato. Sono in conflitto di interessi coi loro finanziatori, M5s lo è coi cittadini. Solo a loro dobbiamo rispondere”.

E il loro essere indipendenti, per Di Battista, ha il suo prezzo. “Stare qui a -25 gradi e con un’acustica che non è proprio quella di un concerto dei Rolling Stones è lo scotto da pagare per non essere dipendenti dai finanziatori, come lo sono i grandi partiti. Tra qualche anno al massimo, so che non potrò più candidarmi. Questa è per noi la salvezza per fare le cose come si deve. Essere costretto a fare ritorno nella vita vera, mi obbliga a migliorarla”.

All’incontro erano presenti anche il parlamentare Daniele Pesco e la consigliera regionale Silvana Denicolò. Entrambi si sono soffermati su aspetti tecnici del decreto salva-banche. Si è parlato anche di bail-in che costringe azionisti, obbligazionisti e grandi correntisti a salvare le banche, poi di fondo interbancario a tutela dei depositi, e ancora risarcimento ai risparmiatori con i dividendi Bankitalia e rimborsi tramite la “Bad Bank”.

Ha moderato la consigliera regionale Silvia Blasi che più volte ha sottolineato come da “due mesi i partiti tengono in ostaggio la città per spartirsi le poltrone”. Assente “giustificato” Gianluca De Dominicis impegnato nel consiglio comunale.


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