Viterbo – Medicina del viaggiatore travolta dalle chiamate.
Il centro della Asl di Viterbo, che si occupa delle malattie infettive che possono essere contratte in viaggia esotici, in questi giorni ha il centralino che scotta.
Tutta colpa del virus Zika.
Sembra infatti che anche i viterbesi si siano fatti contagiare dalla paura. In Italia non è stata registrata nessuna allerta, ma dopo che in Texas un uomo è stato contagiato dal virus Zika con un rapporto sessuale, l’attenzione è diventata altissima. Tanto che si è mossa anche l’Unione europea. E nei giorni scorsi le aziende sanitarie italiane hanno ricevuto una direttiva del ministero dell’Interno che spiega cosa fare in questo momento particolare.
Il virus Zika si sta diffondendo in America Latina, si contrae con le punture delle zanzare ma anche attraverso rapporti sessuali con persone affette ed è molto pericoloso per le donne incinte, provoca microcefalia del neonato. In Brasile, dove è stato registrato il maggior numero di casi, nel 2015 ci sono stati 3500 casi di microcefalia, a fronte dei precedenti 150 casi all’anno.
“Al momento – dicono dalla Asl di Viterbo – non c’è nessuna allerta, stiamo diffondendo informazioni comportamentali, sconsigliamo viaggi in zone a rischio a donne incinte e a non effettuare donazioni di sangue per un mese dal ritorno dal viaggio in America Latina”.
A prestare molta attenzione alla situazione è anche Alitalia, che offre alle donne in stato di gravidanza e ai loro accompagnatori in possesso di biglietto verso le destinazioni affette dallo Zika virus l’opportunità di cambiare senza alcuna penale le date del viaggio o di ricevere il rimborso totale.
