Viterbo – “Chi sbaglia paga, nessun vittimismo”.
Se a dirlo è la titolare di uno degli esercizi del centro storico colpiti da un’ordinanza comunale, le polemiche delle ultime settimane assumono tutt’altro aspetto.
Luana Urbinati è la proprietaria del Due Righe Book Bar. Aperto da sei anni, nel cuore della movida viterbese a San Carluccio. Ha dovuto scontare dieci giorni di chiusura, provvedimento che ha innescato la polemica su provvedimenti del comune che metterebbero in crisi le attività.
Evocati termini quali repressione e pugno duro da parte. Urbinati però è d’altro avviso. E dopo avere seguito il dibattito per giorni e giorni, decide di dire la sua.
“Non c’è nessuna repressione – dice Luana Urbinati – nemmeno pugno duro da parte delle istituzioni”.
In che senso?
“E’ importante sottolinearlo. Chi commette un’infrazione non è una vittima, nemmeno un vincitore per l’opinione pubblica. Se la legge o i regolamenti prevedo qualcosa di diverso, non siamo dalla parte della ragione non rispettandoli”.
Considerazione banale: le regole vanno rispettate?
“I locali non possono vivere nell’anarchia, occorre seguire la norma. E’ vero, purtroppo in alcuni casi è molto rigida. Può succedere, anche per piccole cose di non rispettarla del tutto. Però, se arrivano multe non dobbiamo crearci alibi. Quello che possiamo fare è provare a ragionare insieme, anche con l’amministrazione, per trovare un giusto compromesso sulle regole”.
Il suo locale è rimasto chiuso per dieci giorni. Cosa avete fatto?
E’ stata la conseguenza di due multe, a luglio e gennaio. Un’ordinanza prevede che dopo una certa ora la musica vada spenta. Non solo in occasione di concerti, ma proprio la diffusione in generale. Per mia responsabilità avevo lasciato l’impianto acceso e sono stata multata. E’ successo un’altra volta. Lavorando può capitare che ti passi di spegnere. In caso di recidiva, dopo due multe scatta in automatico la chiusura, addirittura alla terza c’è la revoca della licenza. Giusto o non giusto è così. La norma si può rivedere, magari con più elasticità, ma così è”.
E il suo locale è stato multato.
“Con relativa chiusura, ma non siamo stati i primi. Altri in precedenza avevano subito lo stesso provvedimento. Per motivi diversi, immagino. Ogni attività ha una sua storia”.
C’è chi sostiene che il comune stia usando il pugno duro verso i locali del centro. Lei cosa ne pensa?
“Non c’è una repressione e nemmeno stanno usando il pugno duro. I controlli ci sono sempre stati. Ricordo durante l’amministrazione Marini ci hanno multato perché in una serata particolarmente caotica, era in corso Caffeina, la gente aveva spostato alcuni tavolini oltre la zona consentita. Sono arrivati i vigili e mi hanno fatto la multa. La responsabilità non era del cliente e nemmeno dei vigili. La responsabilità era mia. Le verifiche ci sono sempre state, ora forse un po’ di più perché è aumentato il numero dei locali, c’è una concentrazione alta. Quando ho aperto io, eravamo in tre, adesso penso che siamo almeno 10 o 15”.
Quindi non si sente una vittima?
“Assolutamente no. Non voglio passare per vittima. Chi gestisce un locale ha responsabilità. E risponde della propria condotta”.
La convivenza fra locali pubblici e residenti non è facile. Com’è la situazione con i vicini?
“In sei anni non abbiamo mai ricevuto un esposto per la musica dal vivo. Sono, lo ammetto, in una situazione particolare. Il palazzo dove si trova il Due Righe è disabitato, di fronte ci sono io. Ma con gli altri che stanno nelle vicinanze, c’è un buon rapporto. Credo che seguendo normali regole di convivenza possano essere preservati il diritto dei locali a lavorare, quello dei ragazzi a divertirsi e dei residenti a riposare. Oggi il centro storico è sempre più spento, non c’è più niente, un deserto. Le uniche realtà che lo rendono vivo sono i locali. Ecco perché serve trovare un modo per consentire di andare avanti”.
E con l’amministrazione comunale come va?
“Mi pare che ci sia dialogo. Intendono organizzare un incontro con i gestori dei locali e i residenti. L’assessora Perà, ma anche il collega Ricci si sono mostrati disponibili. Perà si è mostrata anche disponibile, facendoci spostare le date di chiusura perché avevamo impegni con alcune serate e avremmo avuto problemi. Pure diversi consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione si sono mostrati vicini a noi una volta uscita la notizia della chiusura”.
Da quel punto di vista, c’è stata solidarietà anche da molti viterbesi, diversi vostri clienti.
“Quello che è successo sul web è stato commovente. Molti attestati di solidarietà. Ringrazio tutti per l’affetto dimostrato, molti hanno risposto alla nostra comunicazione sui social. Lo abbiamo scritto nel modo che usiamo sempre, molto sopra le righe. In tanti ci sono stati vicini, è stata una bella dimostrazione. Ringrazio tutti di cuore, ma quello che è giusto è giusto. Abbiamo preso due multe e abbiamo dovuto scontare dieci giorni di chiusura. Tutto normale”.
Cosa ne pensa delle politiche portate avanti dal comune per il centro storico?
“Quali politiche? Io non ho capito quale sia il progetto, al momento non sto vedendo molto”.
C’è l’idea di limitare la viabilità con la nuova ztl. Pensa sia un’idea giusta?
“Credo che all’inizio sarà dura, anche per abituarsi, cambiare abitudini, ma alla lunga sarà una scelta vincente, per rendere più interessante e appetibile il quartiere”.
Giuseppe Ferlicca


