Viterbo – (g.f.) – Ufficio anagrafe, sempre peggio.
A piazza del Comune non si placano le polemiche per lo sportello centrale aperto solo tre volte a settimana, sei ore in tutto.
Le lamentele da parte dei cittadini sono all’ordine del giorno, ma non sembrano arrivare ai piani alti di palazzo dei Priori.
La riduzione sta causando disagi per un ufficio molto frequentato, ma cronicamente a corto di personale.
Problema annoso. Che non interessa solo il capoluogo. Situazione a rotoli anche nelle frazioni per gli sportelli periferici, dove la malattia dell’unico dipendente a disposizione, vedi il caso di Grotte Santo Stefano, può far chiudere e fermare il servizio anche per una settimana.
Eppure in comune c’è chi da tempo sollecita un intervento.
“Lo scorso ottobre – ricorda Antonella Sberna, consigliera comunale FI – feci un’interrogazione all’assessore Perà. Rassicurò sul fatto che era intenzione dell’amministrazione prendere provvedimenti”.
Non esattamente quelli auspicati, se è vero che l’unico cambiamento è stato chiudere anche il lunedì.
“Nello scorso consiglio comunale – dice ancora Sberna – un collega ha di nuovo sollecitato il sindaco Leonardo Michelini in merito”.
Disagio certificato. “A oggi, dopo 6 mesi dall’interrogazione – continua Sberna – la situazione resta molto critica.
Cosa dobbiamo fare per sollecitare ancora di più sindaco e giunta affinché, invece di pensare a battibecchi politici, non si rimbocchino le maniche e cerchino di risolvere questo problema?
I dipendenti, pochi, sono oberati di lavoro e la soluzione non è diminuire gli orari d’apertura al pubblico, ma potenziare con nuove risorse umane il settore”.

