Cremona – Si è conclusa oggi la due giorni di udienze davanti al gup di Cremona per il calcioscommesse.
Tra gli indagati anche Piero Camilli, sindaco di Grotte di Castro e patron della Viterbese Castrense. Lunedì il gup ha dato un taglio alle parti civili, accorciando di molto la lunga lista iniziale, che comprendeva, oltre alla Figc e ad altri enti titolati a batter cassa ai potenziali responsabili, anche associazioni di scommettitori e altri soggetti esclusi dal tribunale.
Ieri, parola al pm per l’inizio della maxirequisitoria che proseguirà ad aprile. Il magistrato ha parlato per quattro ore, soffermandosi sulle posizioni più gravi: quelle degli indagati per associazione a delinquere. Reato per il quale Camilli è parte offesa, mentre è accusato di aver truccato la partita tra Ancona e Grosseto, in qualità di ex patron del Grosseto. Circostanza dalla quale giustizia sportiva l’aveva già assolto.
Un’udienza preliminare dalla gestione più complicata che mai, con l’aula traboccante di avvocati e file lunghe ore solo per entrare.
A rappresentare Camilli a Cremona, l’avvocato Enrico Valentini.
Tra gli indagati per i quali la procura chiede il rinvio a giudizio spiccano i nomi di Antonio Conte, dell’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, del laziale Stefano Mauri e dell’ex patron del Siena Massimo Mazzaroma, ma anche ex calciatori che hanno militato nel Grosseto come Marco Turati, Paolo Acerbis, Edoardo Catinali, Antonio Narciso e Job.
