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“Chiusura cancello alla Vanni, traffico paralizzato”

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Viterbo - La disposizione della dirigente della scuola Pietro Vanni che prevede la chiusura del cancello di via Monte Cengio

Viterbo – La disposizione della dirigente della scuola Pietro Vanni che prevede la chiusura del cancello di via Monte Cengio – Clicca sulla foto per ingrandire

Viterbo - Via Carlo Cattaneo

Viterbo – Via Carlo Cattaneo 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Tanto si è fatto e si sta ancora facendo per convincere ed aiutare le persone e i ragazzi a riscoprire la bellezza di muoversi a piedi o in bicicletta, con conseguente benessere fisico, riduzione dei disagi causati dal traffico e diminuzione dell’impatto ambientale.

Ma sembra che il dirigente scolastico della scuola media P. Vanni di via Carlo Cattaneo a Viterbo, non sia molto sensibile a questi argomenti, anzi l’esatto opposto.

Dal giorno 8 marzo la professoressa Laura Bonelli ha emanato una circolare con la quale dispone la chiusura del cancello di via Monte Cengio obbligando tutti i frequentatori della scuola media Vanni e della Scuola Primaria Canevari, che utilizzavano tale ingresso, ad accedere esclusivamente da via Carlo Cattaneo.

Si parla di circa 100/120 persone se non di più, tra alunni, accompagnatori, insegnanti e collaboratori che in ingresso e in uscita attraversano il cancello posto nella parte posteriore degli edifici e che collega le scuola ai quartieri Santa Maria in Gradi, Mazzetta, Grotticella diventati oggi molto vasti e altamente abitati.

L’effetto si è visto da subito quando questa mattina via Carlo Cattaneo, via Sabotino e adiacenze erano praticamente paralizzate a causa del numeroso flusso di autovetture che non potendo transitare dalla parte posteriore sono state costrette ad accompagnare i ragazzi ed i bambini di fronte all’ingresso principale. Era, e sarà un caos peggiore di quello che già avviene in condizioni normali.

Ma a parte il problema “traffico” c’è anche un altro elemento di fondamentale rilevanza. Gran parte dei ragazzi di seconda e terza media che abitano nei quartieri alle spalle della P. Vanni, vanno a scuola a piedi ed escono da soli passando proprio dal cancello posteriore.

Da oggi, non potendo fare il giro lungo per ovvi motivi di distanza, saranno costretti ad essere accompagnati dai genitori con l’auto. Praticamente tutto il contrario delle varie iniziative a cui abbiamo assistito e partecipato attivamente in questi anni per limitare l’uso dei mezzi di trasporto privati, come ad esempio il “piedibus”.

Le motivazioni di tale decisione sono state attribuite (almeno così si legge nella circolare) a questioni di scurezza e vigilanza… come se fosse indispensabile mettere un piantone di guardia per ogni ingresso, se non addirittura per ogni alunno.

Si dice che il tutto sia scaturito dalle lamentele di alcuni genitori che avrebbero addossato alla dirigente la responsabilità di comportamenti scorretti di alcuni ragazzi nei confronti di altri, accaduti durante l’orario di uscita.

Purtroppo si sa che ormai, molti genitori anziché preoccuparsi di insegnare ai propri figli l’educazione ed il rispetto reciproco punendo comportamenti scorretti, vanno dagli insegnanti e dirigenti prendendo le difese di chi, data l’età e l’immaturità, dovrebbe essere educato anziché consolato o peggio ancora “coperto”.

Tutto ciò però non può ricadere, come al solito, sulla gran parte ed enorme quantità di persone ed alunni che giornalmente e con educazione si recano a scuola nel pieno rispetto delle regole i quali, per effetto dei provvedimenti intrapresi, sono gli unici a subire i disagi causati dalle condotte altrui.

Credo che sia comprensibile ai più, il fatto che nessun dirigente scolastico possa garantire la vigilanza in senso stretto ed esclusiva di tutte le pertinenze della scuola, sia per carenza di personale sia perché sarebbe impossibile, anche potendo “piantonare” ogni angolo, impedire comportamenti imprevedibili.

Ci auspichiamo pertanto, che la professoressa Bonelli, riprenda in mano la sua autorità di dirigente pubblico, e senza farsi scoraggiare da qualche genitore un po’ troppo “suscettibile”, ritorni sui suoi passi ed anziché chiudere i cancelli, prenda seri provvedimenti nei confronti di quei comportamenti che lo meritano con gli strumenti previsti dalle normative e regolamenti vigenti.

Roberto Ferrari
Un abitante di via Carlo Cattaneo


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