Viterbo – Riconquista del teatro Genio, parte seconda.
Il comune ha riottenuto le chiavi, ma ha un’idea su come rimettere in scena una struttura che non appare in condizioni così solide? O è tutta una messa in scena?
Dopo il primo episodio, è tempo della seconda parte del viaggio all’interno del glorioso, ma al tempo stesso bisognoso di tanta attenzione, teatro.
Pare che dal punto di vista catastale, la struttura è presente al foglio 170, particella 515. Al catasto terreni risulta ente urbano, ovvero area esterna priva di rendita.
Al catasto fabbricati, invece, sembra proprio non risultino corrispondente. Vale a dire che al momento non risulta censito, non ha consistenza, destinazione, categoria e nemmeno rendita a livello fiscale.
La particella 523, adiacente alla precedente non è segnalata come gli edifici. E’ la torre medioevale che fa parte del corpo scala, quello che porta ai piani superiori, adibiti a sala proiezione. In pratica, la struttura da un punto di vista costruttivo è estremamente complicata.
Risulta che qualsiasi ipotesi di costruzione, demolizione e modifica dell’esistente, necessiti di certificazione secondo le attuali normative vigenti.
Dovendo ottenere una nuova licenza per il cinema, visto che la precedente era dei gestori che l’hanno restituita, non sarà tanto semplice. Tutta la struttura va adeguatamente e costosamente messa a norma.
Dal momento che si parla di farne un multisala, si dice che in merito alle certificazioni antisismiche, dare il via ai lavori al Genio per adeguarlo, equivarrebbe a costruire un cantiere in un intero isolato, vista la conformazione del teatro.
I mezzi di trasporto dovrebbero essere piccoli. Altrimenti in vicoli stretti e sotto gli archi non passerebbero.
In compenso tutte le famiglie che vivono in zona non apprezzerebbero i disagi di lavori praticamente dentro casa, sempre perché il Genio s’insinua come conformazione tra le abitazioni.
Storia ben diversa dal recupero dell’Unione, un edificio ben definito. E nonostante ancora chiuso.
Signori, che la sceneggiata abbia inizio.
– Impianti anni ’40, strutture in legno non a norma




