Viterbo – (g.f.) – “Mi stai minacciando?” Stai minacciando il presidente del consiglio?”.
Inizio frizzante di seduta. Anzi, frizzante anteprima d’inizio consiglio comunale.
Il primo appello va a vuoto e in attesa del secondo, battibecco tra il presidente del consiglio Marco Ciorba e l’assessore Giacomo Barelli.
Mentre i consiglieri sono in ordine sparso, a pochi minuti dal suono della campanella, si sente la voce di Ciorba: “Mi stai minacciando? Non si permetta”.
Pare che Barelli abbia approfittato della pausa per domandare al presidente di parlare a inizio seduta. Forse in modo inappropriato.
Sta di fatto che Ciorba è saltato su tutte le furie, rispondendo a tono e soprattutto forte e chiaro.
Barelli durante la scorsa seduta era stato al centro di una lite stavolta con il consigliere Moltoni. tanto da guadagnarsi una mozione di censura da parte dell’opposizione.
Niente di preoccupante. La coalizione non è bella se non è litigherella.
La seduta comincia. E’ l’esordio di Mario Quintarelli da capogruppo Pd. Ci sono le comunicazioni di Ciorba: “La scorsa seduta si è chiusa con un litigio, censuro questo comportamento che ritengo vergognoso – dice Ciorba riferendosi allo scontro della volta scorsa fra Barelli e Moltoni – questo non è un bordello, ma la casa dei cittadini.
Il luogo va rispettato. L’assessore Barelli mi ha chiesto la parola”.
Concessa. “Grazie per avermi concesso di parlare – osserva Barelli – per scusarmi senza se e senza ma, per il comportamento e la foga per come sono state poste alcune cose a fine seduta. Lo faccio con Moltoni e gli altri consiglieri.
La foga che ho messo nell’esprimere concetti, poteva fare un danno anche al concetto stesso che ho espresso.
Ribadisco le scuse a Moltoni, al consiglio e al presidente per avere approfittato di questo breve spazio.
Ho appreso della mozione di censura: a chi ha approfittato di un fatto per introdurre altre questioni di natura politica, dico che sulle notizie è sempre meglio farle che criticarle”.
Dopo le scuse si parte con il consiglio comunale. Il Pd spaccato. I sette vicini all’ex capogruppo Serra votano no all’anticipo del punto sulla decadenza del consigliere Moltoni.
I rimanenti cinque, col resto della maggioranza, sono invece favorevoli. Punto respinto, essendo la votazione finita in parità: 14 a 14.
Poco prima, sempre i consiglieri vicini a Serra si erano astenuti sull’anticipo della mozione della minoranza sulla censura per l’assessore Barelli. Il resto del gruppo Democratico e della maggioranza hanno votato no.
La maggioranza non c’è e non si vede.


