Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Apprendiamo con viva soddisfazione la notizia secondo cui presto l’enorme collezione d’arte dei Torlonia sarà visibile al pubblico in una mostra del 2017, presso il Palazzo Caleffi, e questo anche grazie al nostro pressing parlamentare sul ministro dei Beni culturali.
E’ stato uno dei primi argomenti di cui mi sono interessato appena insediato in Parlamento. Sollecitato e coadiuvato dal MeetUp di Canino, “Grillini Caninesi” e dall’Associazione Canino Info Onlus ho infatti presentato nel giugno 2013 due interrogazioni al Ministro per i beni e le attività culturali per chiedere informazioni sugli affreschi rinvenuti nel 1857 nella tomba François a Vulci in provincia di Viterbo.
Dopo il loro ritrovamento infatti, vennero rimossi e trasferiti presso alcune strutture di proprietà della famiglia Torlonia e conservate presso la Kaffeehaus di Villa Albani, anch’essa di proprietà della famiglia. Ricordavo al Ministro che i preziosi reperti non sono mai stati liberamente fruibili al pubblico (se si esclude la mostra presso il castello di Vulci per alcuni mesi del 2004), nonostante una sentenza della Corte di Cassazione del 1979 censurasse il comportamento dei Torlonia in merito alla conservazione degli affreschi e di tutta la collezione d’arte, concludendo che un simile tesoro d’arte va difeso con la rigorosa applicazione delle leggi e che il privato che abbia disperso o distrutto una cosa artisticamente protetta, e che non sia quindi suscettibile di riduzione in pristino, è condannato al pagamento in favore dello Stato di una somma pari al valore della cosa perduta o della diminuzione di valore subìta per effetto del suo comportamento. Purtroppo la sentenza è rimasta incredibilmente inapplicata e gli affreschi assieme ad altre centinaia di opere d’arte sono rimasti negli anni ammassati temporaneamente in un locale della Kaffeehaus.
Il ministro ci fece dunque sapere che nel 2013 era stato eseguito un sopralluogo da parte di funzionari responsabili dell’“Istituto superiore per la conservazione e il restauro” verificando “che le condizioni ambientali del locale non sembrano determinare situazioni di rischio e che il luogo di conservazione, per quanto riguarda l’umidità e la temperatura, risulta controllato attraverso l’uso di un termoigrografo.
Infine nel 2015 durante la discussione della conversione del decreto-legge N. 146 , recante misure urgenti per la fruizione del patrimonio storico artistico della Nazione, è stato accolto l’ordine del giorno a mia prima firma che impegnava il Governo a rendere pienamente fruibili da parte di tutti i cittadini i famosi affreschi della Tomba François. Per questo non possiamo che apprendere con soddisfazione dell’accordo tra il Ministero dei Beni culturali e la famiglia Torlonia e ci auspichiamo che davvero porti in un breve futuro all’esposizione completa e permanente della collezione.
Tuttavia chiediamo che gli affreschi della tomba François tornino nel luogo d’origine, ossia nella Tuscia, e che il Mibact investa anche sul patrimonio della civiltà etrusca; troviamo infatti non giusto che di una simile opera debbano goderne i soliti poli museali capitolini e non i territori dove essa è nata e fiorita.
Massimiliano Bernini
deputato Movimento 5 stelle
