Viterbo – La crisi fa bene alle casse comunali.
Settanta giorni di stop al lavoro in consiglio e nelle commissioni, fra ripercussioni negative, come il blocco di molte attività e il rallentamento di pratiche, ne ha avuta una positiva.
Palazzo dei Priori ha risparmiato, tenendosi in tasca i compensi che spettano a chi prende parte alle riunioni.
Non ci sono state, quindi costi ridotti a zero o quasi.
A gennaio 2016 la spesa in gettoni di presenza ai consiglieri comunali ammonta a 534,50 euro.
Sono andati a dieci consiglieri che hanno partecipato all’unica riunione che si è tenuta, della quarta commissione. Chiusa con un nulla di fatto per mancanza del numero legale.
La somma probabilmente è sovrastimata, perché essendo andata a vuoto, più di uno fra i presenti ha rinunciato al compenso, seppure dai conteggi risultino tutti.
A gennaio 2014, quando commissioni e consiglio lavoravano a pieno regime, i gettoni ammontavano a 12.667 euro. Si tratta di compensi lordi.
Non sono ancora disponibili le cifre di febbraio, quando la crisi si è almeno formalmente chiusa, mentre nel mese in cui tutto ha avuto inizio, dicembre 2015, qualche differenza con lo scorso anno c’è.
Dal 17 tutto si è fermato, gettoni di presenza compresi, pari a 8.515 euro. Nel 2014 erano stati 14.057 euro.
Fermo restando che la variazione dipende anche dal numero di consigli comunali e commissioni convocati, il risparmio in ogni caso c’è stato.
In circa quaranta giorni, dal 17 dicembre a fine gennaio, sono rimasti nelle casse 17.675 euro rispetto al 2014 e nel conteggio non è incluso febbraio.
Adesso in comune sanno come fare fronte alle difficoltà economiche e ai tagli del governo. Un’altra bella crisi e il risparmio è assicurato.
Giuseppe Ferlicca


