Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In una affollata aula magna del rettorato dell’Università della Tuscia, si è tenuto mercoledì un interessante seminario organizzato dalla facoltà di Scienze politiche e delle relazioni internazionali, curriculum Investigazioni e sicurezza, avente per oggetto le più recenti applicazioni della prova scientifica, approfondita nella dimensione neuropsicologica e medico legale.
Di assoluta eccellenza i relatori: Giuseppe Sartori, ordinario di Neuropsicologia clinica all’università di Padova, scienziato di fama internazionale, pioniere delle cosidette neuroscienze in Itali – e Paolo Arbarello – già ordinario e direttore del dipartimento di Medicina legale all’università La Sapienza di Roma, protagonista dei casi di cronaca giudiziaria più eclatanti degli ultimi 20 anni – che hanno catturato l’attenzione del folto uditorio per tutta la durata dell’evento.
Dopo una breve introduzione di Vincenzo Cianchella e di Antonello Madeo, interessati all’esperienza diretta degli studiosi ospiti in tema di scena del crimine e indagini tecnico-scientifiche, Sartori e Arbarello hanno coinvolto la sala spiegando l’importanza nell’ambito del processo dell’evidenza scientifica fornita dai periti e dai consulenti tecnici.
Sartori ha presentato le ultime frontiere della prova scientifica, illustrando le tecniche di accertamento dell’elemento soggettivo del reato e della imputabilità attraverso le neuroscienze, alcune delle quali paragonabili alla “macchina della verità”, in grado addirittura di smascherare le false identità fornite da chi, confondendosi tra i migranti, raggiunge il nostro territorio per scopi terroristici, calando poi nel concreto delle aule di giustizia gli ultimi approdi del neurodiritto.
E’ toccato poi ad Arbarello attirare l’attenzione dell’uditorio mediante il riferimento ad eclatanti vicende di cronaca giudiziaria dei quali si è occupato come consulente tecnico di parte o del giudice (omicidio in Somalia di Ilaria Alpi, l’uccisione in Iraq del funzionario dei Servizi Nicola Calipari, l’omicidio di Sara Scazzi, il caso Cucchi).
L’ennesimo successo di pubblico e l’assoluta validità scientifica dei relatori consente di ritenere sempre più unico nel suo genere in ambito nazionale il curriculum Investigazioni e sicurezza dell’ateneo viterbese, una vera esclusività nella formazione dei futuri investigatori privati ed in generale di specialisti di indagini tecnico-scientifiche e della sicurezza.
Il rettore Alessandro Ruggieri, Alessandro Mechelli, direttore del Deim, e il presidente del corso di laurea in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, Flaminia Saccà, si sono ancora una volta complimentati con i coordinatori del curriculum Investigatori e sicurezza, Alessandra Stefanoni e Vincenzo Cianchella, per l’ottima organizzazione di questo seminario (il sesto in soli due anni dalla nascita del corso) che è riuscito a catapultare per qualche ora una platea dentro l’affascinante, misterioso e intrigante mondo della “Mente Criminale”.
Università della Tuscia


