Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica scorsa si è formalizzata l’Alleanza sociale tra i movimenti per la scuola pubblica, per l’acqua bene comune e i movimenti ambientalisti che da sempre lottano contro le devastazioni ambientali, opponendosi alle trivellazioni nei nostri mari e all’attuazione del piano del governo sugli inceneritori.
Di tutti quei movimenti, insomma, che puntano a una società diversa, sostenibile, compresi tutti coloro che vogliono portare avanti le istanze sulla tutela del lavoro.
Noi dobbiamo coraggiosamente, e con entusiasmo, costruire una nuova consapevolezza collettiva, ricompattare tutto il tessuto sociale che rassegnato, deluso, rimane ai margini e non fà più sentire la sua voce , convinto che tanto non cambi nulla.
Eppure quel popolo è una maggioranza, invisibile sì ma pur sempre una maggioranza, che, sebbene smarrita e frammentata al suo interno, può ancora esprimersi ed essere determinante.
L’obbiettivo è ridare voce e centralità al popolo, restituendo al parlamento la facoltà di fare leggi giuste che si ispirino ai valori della carta costituzionale, pur tenendo conto del mutare della società. Dobbiamo impedire che un governo non democraticamente eletto conduca questo paese verso la botola dell’oscurantismo democratico.
Questa non è soltanto la madre di tutte le battaglie, come spesso ci sentiamo ripetere, è molto di più: è la nostra terza guerra mondiale. Una guerra che, lo sappiamo, non combattiamo ad armi pari ma che dobbiamo necessariamente vincere perché è in gioco la nostra sopravvivenza.
Il premier ci descrive come coloro che si ostinano a non voler cambiare questo paese, come se volessimo impedirne la rinascita. Lui ci chiama vecchi e gufi, perché lui soltanto rappresenta il nuovo. Il nuovo che avanza…
Diciamo a Renzi che noi lo vogliamo cambiare questo paese. Lo vogliamo cambiare davvero ma in armonia con i valori della carta costituzionale perché, contrariamente a ciò che pensa, essi non sono superati ma ancora modernissimi e costituiscono il patrimonio delle future generazioni.
Non ci toglieranno la capacità di ragionare con lucidità né tantomeno ci impediranno di alzare la testa e la voce. Anche se faranno di tutto per metterci ai margini, anche se ci etichetteranno come i soliti conservatori che decretano la rovina di questo paese.
Il coordinamento provinciale di Viterbo per la democrazia costituzionale non ha una connotazione partitica. Siamo un’amalgama di associazioni civiche, cittadini comuni, unioni sindacali e sì, anche partiti. Ma tra di noi non cè spazio, e mai potrà esserci, per nessun partito egemone.
Sarò la garante di tutti e con determinazione scoraggerò tutti i tentativi di chi vorrà furbescamente tentare l’assalto alla diligenza. Non permetterò a nessuno di strumentalizzare la stagione referendaria. La posta in gioco è troppo alta, il rischio che si corre è un rischio che non possiamo né vogliamo affrontare.
Un invito: facciamo nascere i comitati locali. In molte realtà locali si sono già costituiti e molti sono in via di definizione, ma non basta. Attiviamoci affinchè si possa portare la nostra voce anche in quelle realtà i cui ancora non siamo riusciti ad arrivare.
Rita Corazza
Referente comitato provinciale di Viterbo per la democrazia costituzionale
