Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il bambino che inventò lo zero.
“Gettare ponti e non innalzare muri”: è un grido che si sente spesso, da più parti e in diversi modi. Allora, nel nostro piccolo, gettiamo un ponte per riconoscere uno dei tanti debiti culturali che l’Occidente ha con il mondo arabo.
La storia scritta da Amedeo Feniello, Il bambino che inventò lo zero, liberamente ispirata alla vita di Leonardo Fibonacci, al quale è unimamente riconosciuto il merito di aver introdotto in Europa i numeri arabi, la numerazione posizionale e il segno 0, racconta, infatti, del modo in cui il matematico pisano apprese la scienza dei numeri arabi da un grande matematico di Bugia, in Algeria.
Ne parlerà con l’autore Attilio Bartoli Langeli, presidente del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo, che insegue quello stesso segno e numero attraverso le carte dei notai medievali, il 7 marzo 2016 alle 18 al Caffè Letterario di Viterbo (via Garbini 59). Sarà presente all’evento, anche, la dott.ssa Daniela Bizzarri, consigliera delegata alle Pari Opportunità del Comune di Viterbo.
Centro Studi Santa Rosa da Viterbo Onlus
