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Killer della camorra acclamati all’uscita dalla questura

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Camorra - Il blitz nel covo dei killer -  L'arresto di Gaetano Formicola

Camorra – Il blitz nel covo dei killer – L’arresto di Gaetano Formicola

Camorra - Il blitz nel covo dei killer -  L'arresto di Giovanni Tabasco

Camorra – Il blitz nel covo dei killer – L’arresto di Giovanni Tabasco

La vittima Vincenzo Amendola

La vittima, Vincenzo Amendola

Camorra - Gaetano Formicola all'uscita dalla questura lancia baci

Camorra – Gaetano Formicola all’uscita dalla questura lancia baci

Camorra - Gaetano Formicola all'uscita dalla questura

Camorra – Gaetano Formicola all’uscita dalla questura

Camorra - Giovanni Tabasco all'uscita dalla questura

Camorra – Giovanni Tabasco all’uscita dalla questura

Camorra - Gaetano Formicola e Giovanni Tabasco accolti con baci è sorrisi all'uscita dalla questura

Camorra – Gaetano Formicola e Giovanni Tabasco accolti con baci e sorrisi all’uscita dalla questura

Camorra - Gaetano Formicola e Giovanni Tabasco accolti con baci è sorrisi all'uscita dalla questura

Camorra – Gaetano Formicola e Giovanni Tabasco accolti con baci e sorrisi all’uscita dalla questura

Giovanni Tabasco e Gaetano Formicola all'uscita dalla questura

Giovanni Tabasco e Gaetano Formicola all’uscita dalla questura

Giovanni Tabasco e Gaetano Formicola all'uscita dalla questura

Giovanni Tabasco e Gaetano Formicola all’uscita dalla questura

Gaetano Formicola

Gaetano Formicola

Giovanni Tabasco

Giovanni Tabasco

Gaetano Nunziato

Gaetano Nunziato

Dall'alto in basso: Gaetano Formicola, Gaetano Nunziato e Giovanni Tabasco

Dall’alto in basso: Gaetano Formicola, Gaetano Nunziato e Giovanni Tabasco 

Viterbo – Hanno lanciato baci ai parenti finché le macchine della polizia non sono sfrecciate via a sirene spiegate, inghiottite dal buio e dal traffico.

Sono usciti dalla questura acclamati come rockstar i due 21enni arrestati per l’omicidio del 18enne Vincenzo Amendola (video – fotocronaca – slide). Li aspettavano i parenti. Pochi ma scatenati, quando il portone della questura si è aperto lasciando uscire Giovanni Tabasco e Gaetano Formicola, in manette per omicidio, occultamento di cadavere, porto e detenzione illegale di armi. Reati aggravati dal metodo mafioso, come si legge nel comunicato della questura di Napoli diramato ieri in serata.

La porta si apre e il silenzio si rompe. Le urla dei familiari raggiungono Tabasco e Formicola al di là dei cancelli della questura: “Vai Gianni!”, “Sei grande!”, “Amore, ti amo!”, “Nun te preoccupà”. Formicola non smette un momento di lanciare baci, tra l’uscita della questura e l’entrata in macchina. Continua anche dopo, dai finestrini dell’auto che lo sta portando via. Dietro a quei vetri, i parenti si accalcano per rispondere al saluto. Qualcuno rischia addirittura di farsi investire dalla macchina della polizia in movimento. 

“Sei grande” e “Nun te preoccupà”. Ma intanto su Tabasco e Formicola pende un’ordinanza d’arresto del gip del tribunale di Napoli con l’accusa di aver ucciso il 18enne Vincenzo Amendola. Punito per una relazione con la donna di un boss, secondo quanto raccontato dal 23enne Gaetano Nunziato, il primo a finire in arresto e a raccontare i particolari dell’omicidio.

Vincenzo è stato ucciso con due colpi di pistola in pieno viso, la notte tra il 4 e il 5 febbraio. Il cadavere è stato poi sotterrato in un terreno in viale 2 Giugno, nel quartiere partenopeo di San Giovanni a Teduccio.

Formicola, figlio del boss Antonio, apparterrebbe all’omonimo clan. Esattamente come la donna del boss che Vincenzo avrebbe frequentato. Una passione proibita che ha segnato la sua fine. 

Con una scusa sarebbe stato portato in quel terreno in viale 2 giugno. La cronologia dell’orrore è nel verbale di interrogatorio del primo arrestato, Nunziato: uno dei killer tenta di sparare un primo colpo, ma la pistola si inceppa. Vincenzo è in ginocchio: piange e implora pietà quando un proiettile gli centra lo zigomo senza ucciderlo. “Ma che hai fatto, mi hai sparato all’occhio?”. Sono le sue ultime parole prima di morire, stroncato da un secondo colpo alla tempia.

I familiari si rivolgono anche a “Chi l’ha visto”, nei giorni tra l’omicidio e il ritrovamento del corpo. Ma Vincenzo non è scomparso: è morto. Il 19 febbraio la polizia scopre il cadavere. 

La fossa in cui Vincenzo viene sotterrato diventa meta di selfie per gli studenti del quartiere. Il dramma e la beffa, mentre i sospettati del suo assassinio si danno alla macchia arrivando fino a Viterbo, in un casale a Ponte di Cetti. Una latitanza evidentemente protetta da quei parenti che erano con loro, ieri pomeriggio, allo scattare del blitz delle squadre mobili di Viterbo e Napoli, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia. Tra i familiari presenti, anche una nonna, reggente del clan.

Ma adesso Tabasco e Formicola sono in arresto. E dovranno spiegare.

Stefania Moretti


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