Caprarola – Riceviamo e pubblichiamo – Dalla pubblicazione regionale Lazio informazione n. 45, il servizio fitosanitario regionale e l’assessore all’agricoltura vantano una lotta al cinipide del castagno con l’antagonista Torymus dal sapore di insensata propaganda.
I numeri: affermano di aver effettuato nel 2015 un numero complessivo di 113 lanci di torymus, di cui cento acquistati da privati con un fondo regionale di 12.500 euro, e tredici, utilizzando per la prima volta il torymus prodotto nel Centro di Caprarola, di provenienza regionale. Aggiungono anche che i lanci acquistati da privati, quindi a spese degli stessi, sono in totale 172.
Concludono dichiarandosi soddisfatti.
La verità: il centro regionale di Caprarola dovrebbe essere stato attivato da ben quattro anni e non si fa menzione dell’altro centro di riproduzione di Velletri.
Eppure la lotta al cinipide passa solo, almeno fino ad oggi, attraverso l’introduzione del torymus per salvare frutto e vegetazione.
Ma come si fa, da parte di rappresentanti ed enti istituzionali, a sbandierare un positivo impegno della regione Lazio, quando i privati castanicoltori hanno a proprie spese fatto ben 178 lanci a fronte dei 113 regionali?
Da ultimo, ma non ultimo, è opportuno rilevare che, avendo la regione fatto lanci in 61 territori comunali, si traduce indubitabilmente che non sono nemmeno due lanci a territorio.
La lotta al cinipide non può considerarsi accettabile con questi numeri.
Roberto Colla
Presidente associazione castanicoltori Vallecimina
