Vetralla – Calci e pugni ai giardinetti, tutti prosciolti.
Non ci sarà nessun processo per il pestaggio al parco pubblico di Vetralla il 9 gennaio 2013. Probabilmente perché, per il giudice, non c’è stato nessun pestaggio.
L’udienza preliminare per un gruppo di minorenni (nel frattempo diventati maggiorenni) si è chiusa con il non luogo a procedere per tutti. Ossia: tutti prosciolti dalle accuse di lesioni e ingiurie a un ragazzo appena diciottenne.
La procura presso il tribunale dei minori di Roma chiedeva il rinvio a giudizio per sei giovani, oggi tutti di età compresa tra i 18 e i 21 anni. All’epoca, avevano tra i 15 e i diciott’anni, quando scoppiò la violenta lite al parco pubblico che li ha fatti finire nei guai. Motivi futili, sembrerebbe. Ma il ragazzo – all’epoca non ancora diciottenne – che poi ha sporto denuncia riportò lesioni per un mese, affermando di essere stato accerchiato, picchiato in particolare da uno dei sei e insultato da tutti. Prese calci e pugni alla schiena e in testa, mentre gli altri avrebbero intonato una specie di coro dicendogli: “Speriamo che resti in coma”.
Per le difese, nessuna aggressione di gruppo. Semplicemente una lite che avrebbe visto coinvolti più che altro il 17enne e uno dei ragazzi, assistito dall’avvocato Virna Faccenda. Il giovane dice di aver reagito per difendersi: tesi confermata dall’ultimo testimone ascoltato ieri davanti al tribunale dei minori. Il gup Carlo Caruso ha prosciolto tutti non solo dal reato di ingiurie (depenalizzato) ma anche dall’accusa di lesioni.
